La torre dove sono saliti gli operai

di M. To.

Quella che in gergo tecnico si chiama ‘torre di emissione’ – in pratica un camino – è alta una settantina di metri e per raggiungere la cima si usa una scaletta a pioli. Arrivare lassù è faticoso. E pure pericoloso.

Lo striscione I due operai della ‘Industria e servizi’, la ditta alla quale è stato tolto un appalto all’interno della Tk-Ast – un italiano, Mauro Carletti e un tunisino, Cialil Verbali – lunedì mattina all’alba hanno ‘scalato’ la torretta e, una volta arrivati in cima, hanno esposto uno striscione sul quale sta scritto che «Industria e servizi non è disposta a morire. Ridateci il nostro appalto».

Azione clamorosa Una protesta ancora più clamorosa rispetto a quella a cui avevano dato vita, nel mesi scorsi, gli operai di un’altra ditta – la Rigato – a cui era accaduta una cosa analoga e che si erano simbolicamente incatenati davanti alla portineria della Tk-Ast. Mauro Carletti, peraltro, prima di salire, ha scritto una lettera nella quale spiega le motivazioni che hanno spinto lui e il suo collega a prendere l’iniziativa.

LE FOTO E LA LETTERA DELL’OPERAIO

Parole toccanti «Non so se ho dovuto avere più coraggio nel salutare i miei tre figli questa mattina con il solito bacio rubato, mentre ancora loro dormono, o salire i pioli di questa lunga scala – scrive l’operaio – e mi sono domandato se ci vuole più coraggio a dover ammettere ai miei figli che tutto ciò che finora gli ho insegnato, forse, è pura utopia. Forse dovrò iniziare ad insegnare ad Eugenio, Lele e Rachele (i suoi tre figli; ndr) che l’onestà, l’intraprendenza, nulla valgono».

L’allarme L’iniziativa ha fatto scattare immediatamente l’allarme e la vigilanza interna della Tk-Ast ha allertato le forze dell’ordine, ma i due lavoratori hanno fatto sapere di non essere intenzionati a scendere «fino a quando non verranno date delle risposte chiare alle domande che poniamo da giorni, a cominciare da quella relativa alla motivazione per la quale la nostra ditta è stata buttata fuori per far posto ad un’altra».

La storia ‘Industria e servizi’ – per la quale lavorano 26 persone – è titolare di appalto (il rapporto diretto non è con Tk-Ast, ma con Ilserv-Harsco) per le pulizie industriali all’interno della Tk-Ast, ma l’appalto le è stato tolto e, dopo una nuova gara alla quale non è stata invitata a partecipare, è stato assegnato alla ‘Iosa Carlo’, che già svolge altri lavori all’interno delle acciaierie ternane. I titolari della ‘Industria e servizi’ e i loro dipendenti contestano questa procedura e la ritengono ingiustificata.

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