di C.F.
Tk-Ast non rinnova la commessa al consorzio Consimec, altri 80 posti di lavoro a rischio. È stata affrontata martedì pomeriggio l’ultima vertenza dell’indotto del sito siderurgico di Terni che, stando a quanto riferito da ambienti sindacali, non sarebbe più interessato ad affidare interventi che vanno dalle manutenzioni industriali ai montaggi alla realtà composta da una quindicina abbondante di aziende, la stragrande maggioranza delle quali con sede nella Conca.
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LA VICENDA AST IN UN MINUTO
Ast non rinnova commessa a Consimec Nelle conseguenze che comporterà il mancato rinnovo della commessa è entrata la direzione di Consimec insieme a un rappresentante di Confindustria e ai sindacalisti di Fim-Cisl, Fiom-Cgil e Uilm-Uil. Dall’esito delle verifiche compiute sull’entità dell’appalto è emerso anche quello più sensibile relativo ai livelli di occupazione, col consorzio di aziende perlopiù ternane che rischia di dover lasciare sul campo circa 80 lavoratori. «La direzione dell’azienda ha comunque anticipato di non voler procedere allo scioglimento della realtà produttiva, ma – si legge in una nota delle organizzazioni sindacali – di voler usufruire degli ammortizzatori sociali».
Ottanta posti di lavoro a rischio I sindacati hanno inoltre riscontro «volontà e massimo impegno» del management Consimec, pronto ad aprire la caccia a nuove commesse per restare sul mercato e mantenere gli 80 posti di lavori. In questo senso le parti al tavolo hanno concordato di riconvocare nei prossimi giorni un nuovo incontro per «verificare l’andamento della situazione e quindi gli sviluppi, non l’escludendo l’ipotesi che almeno una parte dei lavoratori possa essere ricollocata». Nel frattempo saranno indette assemblee specifiche per approfondire i diversi fronti della vicenda.
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