di Marco Torricelli
Il futuro della Tk-Ast dovrà essere oggetto di un incontro con il presidente del consiglio, Matteo Renzi. E questo dovrà avvenire prima della presentazione da parte di ThyssenKrupp del piano industriale, al fine di scongiurare qualsiasi ipotesi di ridimensionamento del ruolo strategico nazionale ed internazionale di Ast nel settore della produzione degli acciai, a vantaggio di altre realtà produttive europee e mondiali.
IL RITORNO DI AST IN THYSSENKRUPP
Il vertice La decisione di chiedere un incontro con il premier è scaturita lunedì in un vertice che si è tenuto a Perugia, a palazzo Donini, cui hanno partecipato i vertici istituzionali di Regione Umbria, Provincia e Comune di Terni, i rappresentanti delle organizzazioni sindacali confederali e di categoria e i coordinatori delle Rsu delle aziende del gruppo Ast. A tre mesi dalla riacquisizione di Ast da Outokumpu, realizzata da ThyssenKrupp lo scorso mese di novembre, fa sapere la Regione, «è necessaria l’apertura di un confronto formale – prima che la multinazionale tedesca presenti ufficialmente il nuovo piano industriale – su questioni decisive per il futuro del polo siderurgico ternano».
I temi In primo luogo «occorre chiarezza sulla struttura dell’operazione rispetto agli obiettivi di ThyssenKrupp con riferimento ad un settore strategico per il sistema produttivo regionale e nazionale», ma è anche necessaria «la formalizzazione da parte di ThyssenKrupp dei contenuti del piano industriale per Ast, rispetto a cui la gestione dell’azienda in questi mesi di transizione non può essere solo quella ordinaria». Deve essere «altresì considerato come essenziale il mantenimento e la valorizzazione dell’attuale perimetro industriale in termini di attenta valutazione degli impatti occupazionali del piano industriale che sarà proposto da ThyssenKrupp, oltre che il mantenimento degli attuali volumi produttivi e del programma di investimenti».
Il governo Secondo la regione è necessaria «una costante attività di informazione e verifica dei punti essenziali della strategia di rilancio di Ast, su cui ThyssenKrupp si è impegnata anche con il governo italiano, attraverso un potenziamento commerciale, investimenti e ristrutturazione organizzativa». Di particolare importanza «la questione relativa agli interventi infrastrutturali fondamentali per la competitività delle acciaierie di Terni, e anche di tutto il sistema industriale dell’area, per i quali governo e parlamento devono assicurare le necessarie risorse al fine di proseguire nella realizzazione di alcune opere pubbliche e di viabilità già programmate o parzialmente realizzate, a partire dal completamento della Orte-Civitavecchia».
I sindacati Nei giorni scorsi non erano mancate le prese di posizione da parte dei sindacato locali, che avevano messo in evidenza i possibili punti critici e gli atteggiamenti spesso contraddittori della direzione aziendale, indicano come «indispensabile disporre su Terni di volumi tali da scongiurare la insaturazione impiantistica e concretizzare un piano di investimenti in grado di sostenere non solo le potenzialità produttive, ma anche la qualità, ricerca e la sostenibilità ambientale».
Il ruolo Da parte dei rappresentanti dei lavoratori viene poi rivendicato «un ruolo nella ‘tavola rotonda permanente’ ad alto livello sulla siderurgia e nei comitati europei di dialogo sociale e settoriale, per promuovere la cooperazione e lo scambio d’informazioni», per poter concentrare le iniziative «sulle produzioni di acciaio inossidabile nell’ambito del Piano strategico della siderurgia». Perché «la Comunità europea, come fatto fino a qualche mese fa, deve svolgere un ruolo di primaria importanza e non considerare la vicenda Terni conclusa dopo il rientro in ThyssenKrupp».
