Nell’ipotesi di internalizzazione di alcuni servizi da parte di Ast e alla luce del restringimento del perimetro di appalto, Ilserv in estate ha aperto la procedura di mobilità e già allora le organizzazioni sindacali, rispetto al numero di 47 esuberi, avevano dichiarato la necessità di individuare soluzioni tra le quali la possibilità di uscite individuali volontarie. Ad oggi pare non ci siano risposte certe e la Fiom Cgil prende le distanze dalle scelte unilaterali compite dalla società.
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LA VICENDA AST IN UN MINUTO
Terni Nella sede di Confindustria si è svolta una riunione per la discussione della procedura di mobilità aperta dall’Ilserv. A margine di questa, la Fiom esprime preoccupazione per le modalità e la poca chiarezza con cui la direzione aziendale intende riorganizzare il servizio di trasporto scorie, i reparti di competenza e di conseguenza gli organici.
Fiom Cgil «Fermo restando la volontarietà dei lavoratori usciti, che hanno la libertà di programmare il proprio futuro come meglio credono – scrivono dal sindacato – alla richiesta della Fiom di intraprendere una discussione con la rsu ed eventualmente arrivare a un accordo scritto su criteri e modalità di riorganizzazione, dapprima l’azienda si è rifiutata, poi – raccontano – con un scarno documento, ha affermato di dare valore alle relazioni industriali, salvo poi ribadire che gli organici si sarebbero modificati lo stesso per poi essere comunicati ai delegati di fabbrica».
Le distanze «Riteniamo – concludono – che questo comportamento sia inaccettabile ed il timore che queste azioni unilaterali siano presagio di future problematiche di carattere occupazionale è concreto. Operazioni al buio, facilità con cui si lasciano uscire i lavoratori e la non condivisione delle scelte per meglio organizzare l’azienda ha portato la Fiom a non condividere la procedura di mobilità aperta».
