Il senatore Gianluca Rossi

di M.To.

Due righe, proprio alla fine. Per il ministro dello sviluppo economico, Flavio Zanonato, la faccenda delle acciaierie ternane non merita molto di più. Mentre il vice presidente della commissione europea, Antonio Tajani, la situazione della siderurgia italiana «non è certamente facile o idilliaca». E tanto basta per far squillare nuovi campanelli di allarme.

Zanonato Rispondendo, nel corso del question time, ad alcune domande poste da vari parlamentari, il ministro ha dato una lunga ed articolata versione delle cose. Poi, prima di concludere, ha parlato dell’Ast: «Penso che l’operazione della ThyssenKrupp sia interessante. L’acciaieria non ha problemi di mercato, continuerà a produrre; cambia semplicemente la proprietà a seguito di una disposizione dell’autorità antitrust europea». Tutto qui.

Tajani Nel corso di un’audizione davanti alla commissione attività produttive della camera, invece, il vice presidente della commissione europea, Antonio Tajani, ha detto che «per la siderurgia italiana, che rimane la seconda per importanza a livello Ue, la situazione non è certamente facile o idilliaca. Ma in Italia esistono punte d’eccellenza, anche sul fronte della ricerca e innovazione tecnologica, come il centro sviluppo materiali e le acciaierie Arvedi, mentre si devono affrontare e risolvere molti problemi i poli produttivi della Lucchini siderurgica a Piombino e a Servola, dell’Ilva di Taranto e Ast di Terni». Però, ha anche detto Tajani, «i segnali in Italia sono molto, molto, flebili, quindi sono meno ottimista per l’Italia rispetto all’intero sistema europeo e serve un’attenzione particolare». E la cosa non potrà provocare salti di gioia.

Rossi Tanto che secondo  il senatore Gianluca Rossi «le parole preoccupate del commissario Tajani sui ‘segnali flebili’ provenienti dal mercato italiano della siderurgia sottolineano nuovamente, se ce ne fosse ancora bisogno, la criticità e l’urgenza della situazione industriale italiana» Se è vero, infatti che l’export dell’acciaio ternano ha fatto precipitare quello complessivo umbro del 6,9%, «non possiamo esentarci dal mettere a sistema le informazioni disponibili e ricavarne almeno un assunto: quella di Terni è una questione di primario interesse nazionale, che non può e non deve essere considerata una crisi né settoriale, né locale. Prova ne siano le parole del vicepresidente Tajani, che non manca di metterci tra i problemi da risolvere rapidamente».

Tk-Ast Anche le valutazioni del ministro Zanonato «a riguardo del passaggio di proprietà di Ast e il ritorno in mani ThyssenKrupp, non convincono in quanto esso sembra essere foriero ancora di transitorietà della prospettiva industriale del sito produttivo e di preoccupazione sul versante del carattere finanziario e societario dell’operazione». Il senatore democratico conclude che «Ast deve essere fatta uscire quanto prima dall’incertezza in cui versa, che – si badi bene – non è causata solamente dalle difficoltà del mercato della domanda e dell’offerta, ma anche dai ‘giri di valzer’ attorno alla proprietà e alla procedura antitrust. Tutto questo deve essere fermato velocemente, con serietà e pragmatismo, possibilmente guardando a soluzioni industriali definitive, ma anche definendo strumenti pubblici che garantiscano semplificazione amministrativa, infrastrutture materiali ed immateriali ed investimenti in innovazione e ricerca, poiché la depressione economica del paese e dell’area ternana non è un’invenzione di qualcuno ma un dato di fatto che va affrontato rapidamente con il contributo di tutti».

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