di Marco Torricelli
Notizie sconvolgenti no, ma qualcosa in più di quanto detto fino ad oggi, sì. Nel corso dell’incontro che la presidente della Regione, Catiuscia Marini e il sindaco di Terni, Leopoldo Di Girolamo, hanno avuto con i rappresentanti del governo, qualche piccolo impegno in più, da parte di questi ultimi, si è registrato.
Sindaco contestato Ma per alcuni lavoratori non si è trattato di nulla di soddisfacente e nella tarda serata di giovedì hanno pesantemente contestato il sindaco nel cortile di palazzo Spada, quando Di Girolamo ha tentato di spiegare loro i risultati del confronto di palazzo Chigi. Urla, parecchi insulti e un paio di bottiglie d’acqua – di plastica – lanciate contro l’auto che riportava il sindaco a casa. Non è un buon viatico per la manifestazione di venerdì
Le richieste Marini e Di Girolamo dicono di aver «voluto ribadire con forza il nostro no a ogni iniziativa unilaterale assunta dall’azienda e al tempo stesso che è irrinunciabile ripartire da subito nel confronto sul piano industriale. Al Governo abbiamo anche chiesto di assumere iniziative decise nei confronti dell’azienda, ritenendo inaccettabili sia le scelte unilaterali dirette al personale dell’Ast, sia alle imprese dell’indotto, come nel caso della Ilserv. C’è, infatti, una responsabilità sociale che deve essere condivisa da tutti i soggetti, a cominciare dall’azienda».
Gli impegni La presidente e il sindaco dicono poi di ritenere «fondamentale un’azione condivisa con il governo, volta a riavviare ogni approfondimento nel merito del piano industriale con tutte le parti, perché la nostra volontà è quella di arrivare comunque ad una soluzione positiva della vertenza e siamo disponibili a fare la nostra parte, se richiesta, anche sul versante economico».
Il rispetto Per il governo c’erano il sottosegretario di Stato, Graziano Delrio; il ministro dello Sviluppo economico, Federica Guidi; il viceministro allo sviluppo economico, Claudio De Vincenti e il sottosegretario al lavoro, Teresa Bellanova. Importante la sottolineatura che viene da loro e relativa alla «gestione unilaterale da parte dell’azienda della vertenza delle acciaierie di Terni», che il governo «stigmatizza con fermezza». Poi c’è l’invito, anche questo importante, al «dialogo che deve svolgersi in un clima di rispetto reciproco».
I punti fermi Secondo i rappresentanti del governo, questo dialogo non potrà prescindere da cinque punti fermi: «Il mantenimento del secondo forno; il mantenimento dei livelli di produzione degli ultimi 3 anni; il trasferimento della linea produttiva di Torino; gli investimenti in innovazione di processo e di prodotto per 110 milioni di euro in 3 anni; lo sviluppo della rete commerciale di Ast».
Nuovo vertice Il Governo si è anche impegnato a «svolgere ulteriori approfondimenti con le parti che, nei prossimi giorni, saranno incontrate al fine di acquisire gli elementi utili ad una auspicabile e positiva soluzione della vertenza».
Landini Mentre a palazzo Chigi si concludeva l’incontro, davanti ai cancelli delle acciaierie arrivava Maurizio Landini e il segretario della Fiom Cgil – che venerdì non sarà alla manifestazione – spiegava che «la vertenza Ast sarà decisiva anche per tutte quelle che verranno in futuro, perché non deve passare il messaggio che le azienda possono affrontare i problemi licenziando le persone».
Ilserv La ‘vertenza nella vertenza’, quella che interessa gli oltre 300 lavoratori della Ilserv e che ha infuocato – in tutti i sensi – le ore che precedono lo sciopero generale di venerdì, resta intanto ancora in sospeso. Nella trattativa in Confindustria, se sembra che qualche passo in avanti si sia fatto sull’aspetto economico; con Ast che sarebbe intenzionata a rivedere il ‘taglio’ del valore delle commesse, che potrebbe essere ridotto del 17 e non del 20%, ma anche sulla possibilità di aprire, da parte di Ilserv di una procedura di cassa integrazione, straordinaria e a rotazione tra tutti i dipendenti; resta lo scoglio della durata dell’appalto, in quanto Ast si sarebbe impegnata solo per una proroga di 15 giorni, giudicata inaccettabile da parte dei sindacati».
La trattativa Per i dirigenti di Ast impegnati nella trattativa – e che Lucia Morselli guida a distanza col telecomando – e per quelli di Ilserv, ma ovviamente anche per i sindacalisti, il momento è delicato: non raggiungere un accordo potrebbe significare la prosecuzione dello sciopero anche dopo quello generale di venerdì – senza il supporto di Ilserv le acciaierie, semplicemente, si fermano – con tutte le possibili conseguenze del caso.
Il ‘caso Clt’ Ma i tagli e le iniziative unilaterali di Ast – a cui anche il governo ha fatto riferimento – si riferiscono anche a realtà insospettabili: tipo il Circolo lavoratori Terni, da dove arrivano notizie inquietanti. Intanto perché a tutti i lavoratori – che non sono dipendenti Ast, ma che fanno riferimento alle società sportive che al circolo fanno riferimento – è stato tagliato, di colpo e senza preavviso, il 20% delle spettanze che, peraltro, riceverebbero con la formula del ‘rimborso spese’, in quanto non esiste alcuna forma di contrattualizzazione. Loro, insomma, non sarebbero stati assunti da nessuno e non riceverebbero contributi pensionistici. E, in più, adesso sarebbero pure stati coattivamente trasformati in soci del circolo.
