La Tk-Ast (Foto U24)

di M. To.

Mercoledì i rappresentanti delle istituzioni locali saranno a palazzo Chigi, per parlare del futuro della Tk-Ast. Al vertice, però, sono stati invitati a partecipare il sindaco e il presidente della Provincia di Terni, la presidente della Regione dell’Umbria, l’amministratore delegato di ThyssenKrupp Heinrich Hiesinger e il ministro per lo sviluppo Economico Federica Guidi. I sindacati, no.

Le critiche Da parte delle organizzazioni sindacali – ma la questione è entrata anche nella centrifuga elettorale – si è pesantemente criticata questa scelta, definita «inaccettabile, in quanto si sta parlando del futuro dell’azienda e di una intera città», tanto che si è arrivati a definire l’incontro «lesivo per quanto costruito fino ad oggi e per il profilo unitario costruito con le istituzioni locali e il governo nazionale».

La lettera Tanto che le tre segreterie nazionali dei sindacati di categoria hanno inviato una lettera al sottosegretario Delrio, al ministro Guidi e al vice ministro de Vincenti nella quale chiedono «chiarimenti in mento alla mancata convocazione al confronto». Nel corso del recente tavolo di confronto sulla siderurgia, scrivono, «il ministro Guidi aveva preannunciato questo importante vertice, sostenendo che successivamente ci sarebbe stata un ulteriore passaggio al Mise. Invece al confronto presso la presidenza del consiglio, saranno presenti, oltre alle istituzioni nazionali anche quelle regionali e locali».

L’esclusione I segretari nazionali di Fim, Fiom e Uilm definiscono la loro esclusione «un grave errore per l’limportanza che tale incontro riveste e perché necessaria e indispensabile è la presenza di chi rappresenta migliaia di lavoratrici e lavoratori interessati dall’esito di tale confronto. Riteniamo assurdo promuovere e richiedere un incontro sul piano industriale ed essere esclusi dall’incontro stesso. Se dovesse confermarsi tale scelta e se dovessero scaturire dall’incontro ipotesi contrarie al mantenimento ed allo sviluppo produttivo e occupazionale del polo siderurgico ternano, anticipiamo fin d’ora la nostra opposizione in tutte le sedi e con tutte le modalità possibili».

Il coordinamento Martedì intanto, si è svolto un incontro tra il segretario nazionale della Fim Cisl, Marco Bentivogli e il coordinamento sindacaledel gruppo Ast per discutere, dice il segretario della Fim Cisl ternana, Riccardo Marcelli, «della situazione che sta attraversando la siderurgia in Italia, facendo riferimento ai rinnovi delle Rsu programmati per la prossima settimana in Acciai Speciali Terni».

L’appuntamento Il ritorno in ThyssenKrupp «rappresenta una sfida per la città, l’Umbria, l’Italia intera – dice il segretario della Fim Cisl – se ha ancora a cuore la siderurgia. Ma rappresenta una sfida pure per il management, le maestranze e le organizzazioni sindacali. Tutti dovranno calarsi nella nuova parte, nella consapevolezza di dover attraversare profonde trasformazioni. Chi pensa di seguire un modello di relazioni industriali precostituito sbaglia. Terni, da sempre, è stata la fucina di modelli costruiti tutti insieme. Azienda, sindacato e lavoratori hanno pari dignità. La stessa pari dignità la vorremmo pure da istituzioni e governo».

Il protagonismo Secondo Marcelli «in questi ultimi anni in cui siamo stati figli di nessuno, la Fim di Terni è stata animata da un nuovo protagonismo. Nelle manifestazioni in difesa della fabbrica del territorio i delegati, insieme ai lavoratori, ci hanno messo la faccia e la voce, distinguendosi, quando era necessario. Quelli della Fim erano accanto al sindaco quando ricevette una manganellata. Quelli della Fim hanno partecipato attivamente alle iniziative organizzate in Italia e in Europa, producendo sempre documenti. Tutti insieme siamo riusciti a ritagliarci spazi sui media locali e nazionali. Se come Fim Cisl di Terni abbiamo fatto tutto ciò è perché c’è la consapevolezza che siamo di fronte a nuove sfide di cambiamento che come sindacato abbiamo il dovere di cogliere».

Fase nuova Per la Fim «si è aperta una nuova fase che nei prossimi giorni, forse a luglio, culminerà con la presentazione del progetto industriale. Auspichiamo che alle Organizzazioni sindacali sia concessa la possibilità di discutere del piano industriale, prima della presentazione, nella convinzione che lo stesso debba contenere l’equilibrio tra area a caldo e a freddo, prevedendo risorse per gli investimenti, per la ricerca, per la sostenibilità ambientale».

La strategia Dovrà emergere, insiste il segretario, «una linea strategica che metta al centro dell’interesse un progetto per il recupero di tutte le potenzialità della struttura industriale: Ast, Sdf, Tubificio, Aspasiel, Titania. Dovrà trattarsi di un progetto fondato su di un piano industriale capace di coniugare gli aspetti europei e internazionali con una realtà che ha una sua particolare identità e che non può essere di conseguenza svilita. Il futuro vero dell’Ast non può dipendere solo da chi in ogni occasione ci ricorda che essendo il matrimonio non d’amore ma per interesse, può collocare il sito ternano sul mercato. Auspichiamo pure che qualora il governo non ritenesse accettabili le politiche industriali che si andranno a delineare, possa assumere analoghe posizioni di altri governi europei quando si è trattato di garantire interessi industriali nazionali vitali».

La Fiom Cgil Anche un altro sindacato dei metalmeccanici, la Fiom Cgil, è particolarmente attivo in questa fase delicata e lancia l’iniziativa ‘La Fiom per la siderurgia, che si svolgerà a Terni, giovedì con inizio alle 17, al Centro Multimediale. L’iniziativa, dice Caudio Cipolla, segretario provinciale della Fiom Cgil, «alla quale parteciperanno tra gli altri Gianni Venturi, coordinatore nazionale per la siderurgia del sindacato e Lucia Rossi, della segreteria regionale della Cgil, si inserisce nel percorso di avvicinamento alle elezioni per il rinnovo delle Rsu del gruppo Ast». Nella serata di giovedì, poi, dice ancora Cipolla, «avremo il piacere di ospitare, per una cena informale, il segretario nazionale della Cgil, Susanna Camusso».

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