di Marco Torricelli, Fabio Toni e Ivano Porfiri
«Tutti uniti, uniti sul posto/con la speranza riprender lavoro/Noi vinceremo con questo decoro», così recita ‘Il dodici dicembre a mattina’, celebre canto di Dante Bartolini sui licenziamenti di massa del 1953 alle acciaierie di Terni. Queste parole – ancora attuali – riecheggeranno dal palco di piazza Repubblica, grazie alla cantautrice Lucilla Galeazzi, che prima degli interventi ufficiali, interpreterà alcuni brani della tradizione operaia ternana.
IL CORTEO: FOTOGALLERY – VIDEO
Ore 13.50 «Dall’imponente manifestazione di Terni – ha detto l’assessore regionale Stefano Vinti -, indetta a difesa delle proprie acciaierie e affinché l’Europa liberista si renda conto delle proprie scelte, è arrivata una forte richiesta sia alla multinazionale finlandese Outokumpu e agli imprenditori dell’acciaio di assumersi la responsabilità sociale nei confronti dei lavoratori, della città e dell’Umbria, sia al Governo affinché assuma iniziative concrete a favore del settore siderurgico, abbandonando l’immobilismo che lo contraddistingue. La crisi profonda della produzione dell’acciaio in Italia ha dei responsabili con un nome e un cognome e sono i nomi di chi ha smantellato le partecipazioni statali regalandole a degli avventurieri e che, a Terni e in Umbria, ha trattato con la ThyssenKrupp con il cappello in mano. La questione ‘Ast’ diventi nazionale i settori strategici dell’economia, come la produzione dell’acciaio, debbono tornare pubblici. È ora di una svolta radicale nelle politiche che trattano con le multinazionali».
Ore 13.40 «La manifestazione di oggi – ha detto il sindaco di Perugia e presidente dell’Anci Boccali – ha operato una sintesi delle forze economiche e sociali, del mondo del lavoro, delle istituzioni, attorno ad un semplice messaggio: le acciaierie di Terni sono un patrimonio dell’ Umbria e del Paese e vanno tutelate perché è dal lavoro che bisogna ripartire per rilanciare l’Italia e far sì che abbia un futuro. Una manifestazione grande, serena, in linea con le tradizioni del sindacato e della società dell’ Umbria, alla quale i sindaci hanno portato il contributo ed il sostegno delle loro comunità perché la questione Ast riguarda tutti e Terni non deve essere lasciata sola. Quella che si è levata oggi dal corteo dei lavoratori è una voce forte che deve arrivare a Roma, in Europa ed alla proprietà: basta con le ambiguità, con le doppiezze. Qui è in gioco la vita delle persone e delle loro famiglie».
Ore 13.00 «La Chiesa umbra è vicina e solidale con gli operai della Ast di Terni – scrivono i vescovi umbri – che si stanno mobilitando per difendere una delle aziende più importanti dell’Umbria e d’Italia, quella degli Acciai Speciali». «Come vescovi delle Chiese umbre – aggiungono i presuli – chiediamo ai competenti organi di governo regionali e nazionali di mettere in atto tutte le iniziative possibili per salvare l’azienda ternana, garantire un futuro lavorativo agli operai e frenare il declino industriale della nostra regione, già drammaticamente testimoniato dalla chiusura di molte aziende piccole e grandi».
Ore 12.20 Susanna Camusso ha chiuso gli interventi e quindi la manifestazione: «Lavoro è democrazia. Se non riparte il lavoro la mobilitazione proseguirà e questo governo deve sapere che non ci sono cambiali in bianco. Il governo sapeva da mesi la situazione dell’Ast e non è intervenuto».
Ore 12.08 «La manifestazione di oggi – dice l’assessore regionale al Commercio Fabio Paparelli – assume un’importanza straordinaria in continuità con la storia pacifica e democratica delle lotte operaie di questa città inaugurata con il primo sciopero del 1907. È stata la dimostrazione che l’unità vera tra forze sindacali, civili, economiche, politiche e istituzionali può assumere un valore determinante a garanzia di un futuro collettivo». «Occorre preservare innanzitutto – aggiunge -, l’unitarietà del sito produttivo, perché non si perda la dimensione di polo ed individuare presto un acquirente di caratura internazionale. Prima di ciò, Outokumpu assicuri una vera ricapitalizzazione ed accesso pieno alla rete commerciale per garantire competitività, sviluppo e occupazione. In queste prossime ore confidiamo nell’azione decisiva del Governo».
Ore 11.50 E’ iniziata con Guglielmo Loy la serie di interventi dei segretari nazionali dei sindacati sul palco di piazza della Repubblica, che seguirà con Pietro Cerrito della Cisl e Susanna Camusso della Cgil.
Ore 11.40 Luciano Gabrielli (segretario Fiom Piombino): «Noi in delegazione di 12 non siamo qui solo per dare solidarietà ma per dire che solo attraverso il lavoro c’è la dignità dell’uomo. E’ urgente che il governo si doti di un piano nazionale per la siderurgia e l’acciaio perché altrimenti le misure europee rischiano di rimanere lettera morta».
Ore 11.25 Marina Sereni (Pd): «Quella di oggi a Terni è una manifestazione di popolo, umbra e nazionale. L’intera Regione si è stretta intorno ai ternani e ai lavoratori delle acciaierie. Il Paese, con il segretario nazionale della Cgil e i segretari della altre confederazioni ed esponenti nazionali ed europei dei partiti, è qui a testimoniare che quella per la siderurgia italiana è una battaglia strategica. In un momento così difficile non si può mettere a rischio neanche un posto di lavoro, né si può lasciare a se stesso un polo fondamentale come l’Ast di Terni. Il governo italiano dev’essere coinvolto al suo massimo livello perché l’Europa rifletta e agisca di conseguenza per tutelare le sue eccellenze».
Ore 11.23 Burrascano (prorettore polo univ Terni): «La qualità del polo siderurgico ternano è legata alla nostra università, dove si sono formati tanti lavoratori il cui posto è oggi a rischio. Ci sentiamo fortemente coinvolti in questa vicenda che non ha ragione d’essere».
Ore 11.10 Il corteo è arrivato in piazza della Repubblica, ha cantato Lucilla Galeazzi con i canti popolari. Faliero Chiappini della Cisl fa l’introduzione con traduzione simultanea per non udenti.
Ore 10.50 Quando il corteo è passato in corso Tacito non è passato inosservato che la Coin fosse l’unico negozio aperto: qualche insulto, più che altro sfottò, tanto che sono state alzate in fretta le saracinesche del grande magazzino.
AUDIO – Intervista a Susanna Camusso
Ore 10.45 Centrella (Ugl): «Siamo presenti anche se non parleremo sul palco. Con convinzione, non è il momento di alimentare divisioni e quindi accettiamo anche se a malincuore una decisione che riteniamo penalizzante per l’Ugl ma ci limitiamo ad essere al fianco dei lavoratori»
Ore 10.30 Rossi (Pd): «Il governo e in primi s Letta e il ministro Zanonato devono imporre un’accelerazione per uscire da situazione complessa. Noi non possiamo stare nell’incertezza, serve una svolta e la manifestazione testimonia un salto di qualità nella proposta»
Ore 10.28 Lucidi (M5S): «Il problema è molto lontano e rischia di sfuggire dalla controllo locale, va visto in ottica più ampia. Dall’Umbria parte un segnale forte in questo senso
Ore 10.25 La polizia mantiene un profilo molto basso: appena 9 agenti in divisa di ordinanza diversi metri avanti il corteo. Nessun reparto della celere a vista. Non c’è nessuna intenzione da parte di nessuno di esasperare i toni dopo gli incidenti del 5 giugno.
Ore 10.21 Galgano (Sc): «La trattativa va condotta su più tavoli, con Letta ad alto livello, ma i ministri Moavero e Zanonato vanno coinvolti e la nostra iniziativa aveva questo intento. Capisco che il sindaco si sia trovato un po’ spiazzato dall’iniziativa ma capirà che era per il bene della vertenza».
Ore 10.15 Catiuscia Marini: «Terni ha vantaggi competitivi in termini di qualità, non permetteremo che Outokumu riduca il vantaggio competitivo di Terni. Se non rispetteranno i dettami la commissioni Ue si sostituisca e trovi l’acquirente giusto».
Ore 10.13 Di Girolamo: «Si sta profilando una grande manifestazioine con tutta la città presente: l’importanza del sito produttivo è sotto gli occhi di tutti. No a svendita per regolamenti anti storici».
Ore 10.10 Ferrero (Prc): «Non può essere lasciato il futuro delle acciaierie a gente che pensa ai propri conti, se non lo fa il privato deve intervenire lo Stato». D’Alema (Pd): «Un grande paese non può fare meno della siderurgia, l’Italia deve fare sentire la sua voce e Bruxelles deve rivedere le sue posizioni».
Ore 10.05 Camusso (Cgil): «La procedura antitrust rischia di essere negativa per l’Italia a vantaggio di altri paesi». Loy (Uil): «A questa giornata non si doveva arrivare, ma la serenità e cvompattezza di questo corteo indicano che la città sa reagire». Cerrito (Cisl): «Mentre in Ue ci si è dotati di un piano per l’acciaio, in Italia siamo ancora fermi alle discussioni, quindi mentre nel mondo l’acciaio aumenta noi rischiamo di restare al palo».
Ore 10 Il corteo è partito da viale Brin. In testa i segretari dei sindacati, poi i gonfaloni dei sindaci e le autorità. Il terzo blocco lo striscione delle acciaierie e tanti altri lavoratori. Stimati in 12 mila i lavoratori presenti.
Il programma Sarà anche questo, la manifestazione che, partendo alle 10 dai cancelli della Tk-Ast, attraverserà la città per concludersi, appunto, in piazza della Repubblica e che Umbria24 seguirà con una diretta streaming, in collaborazione con RadioArticolo1, per l’intero svolgimento. La manifestazione ternana, peraltro, sarà oggetto di un collegamento che sarà organizzato nel corso della trasmissione televisiva ‘Agorà’, in onda sui Rai 3, dalle 8 alle 10 e della quale sarà ospite il presidente del parlamento europeo, Martin Schulz.
Interessi nazionali Ma sarà soprattutto la dimostrazione, dice il sindaco Di Girolamo, che «difendendo il sito di Terni si tutelano gli interessi nazionali, in quanto l’impianto ternano è competitivo a livello europeo ed unico nel suo genere in Italia». Per questo, dice ancora Di Girolamo, «chiediamo che l’Unione europea non decida sulla nostra pelle, e che le promesse fatte siano mantenute e realizzate. La partecipazione di tutta l’Umbria, di delegazioni di lavoratori provenienti da tutta Italia, dimostra che questa non è una vertenza locale, ma dell’Umbria e del Paese».
La vigilia Speranza, apprensione e tensione, nei giorni immediatamente precedenti: dalle paure conseguenti a quanto accaduto il 5 giugno, con gli scontri, i ferimenti e le polemiche; alle polemiche tra sindacati; alle ultime frizioni politiche. E con un fitto intreccio di incontri, tra rappresentanti delle istituzioni e responsabili dell’ordine pubblico, al termine dei quali si è concordato che la presenza di polizia e carabinieri sarà «massiccia, ma discreta»: celere e reparti speciali ci saranno insomma, ma defilati. Anche perché ci sarà un tripudio di fasce tricolori e gonfaloni, stavolta. Bene in vista.
Il corteo Il percorso della manifestazione sarà quello ‘canonico’: partenza alle 10 dalle acciaierie, viale Brin, piazza Valnerina, via Mazzini, piazza Tacito, corso Tacito e arrivo in piazza della Repubblica, per i discorsi conclusivi, preceduti dai canti popolari di Lucilla galeazzi e aperti da quello del sindaco, Leopoldo Di Girolamo. Per i lavoratori parleranno un rappresentante dei metalmeccanici, uno dei chimici e uno degli agro-alimentari. Poi toccherà ai leaders: Guglielmo Loy per la Uil, Pietro Cerrito per la Cisl e Susanna Camusso per la Cgil.
