«Non riusciamo a capire da cosa scaturiscano tutti i segnali positivi e di ripresa che l’amministratore delegato Lucia Morselli continua a diffondere». Non molla la Rsu di Tk-Ast che nelle ultime ore, dopo aver bocciato l’ennesimo confronto sulla riorganizzazione e l’aumento di turnazione senza assunzioni, torna alla carica della direzione aziendale.
Cresce la produzioni ma non calano le fermate Stavolta al centro delle perplessità apertamente manifestate ci sono i volumi produttivi aumentati sia in acciaieria, dove si passa da 85 mila tonnellate a 87 mila mese, che nei freddi con Laf (laminato a freddo) che raggiunge l’asticella delle 45 mila tonnellate e Nac (nastro a caldo) delle 18 mila, mentre secondo i sindacati in Lac (laminato a caldo) «si registra un calo di produzione». Tuttavia i nodi per i rappresentati dei lavori restano ancora tutti da sciogliere: «Preoccupa – si legge in una nota – la poca chiarezza sulla politica commerciale messa in campo dall’azienda, ma anche il persistere in acciaieria della previsione di 5 turni di fermata a fine mese nonostante la produzione sia aumentata».
Straordinari e mancati riposi Sotto il profilo dell’organizzazione del lavoro per la Rsu resta incomprensibile «il continuo ricorso all’utilizzo degli straordinari e ai mancati riposi per garantire la continuità della produzione, malgrado al momento non sia stata raggiunta la totale saturazione degli impianti». Nel mirino anche la manutenzioni «che – scrivono i sindacalisti – continuano a mancare e a causare continue rotture con relative fermate, aggravando i potenziali rischi per l’incolumità dei lavoratori». Sullo sfondo ma non troppo «le persistenti criticità che caratterizzano l’approvvigionamento di tutti i materiali necessari».
Incontro al Mise non ancora convocato In questo senso e al di là della convocazione del 12 maggio in Regione, la Rsu al pari di quanto già fatto mercoledì dai segretari provinciali, bollano come «indispensabile e non più rinviabile» l’incontro al Mise per la verifica dell’accordo, richiesto ormai da quasi un mese ma non ancora convocato. Nell’attesa della chiamata a Roma, i rappresentanti dei lavoratori si apprestano a chiudere il cerchio intorno alla seconda girandola di incontri sulla riorganizzazione, ma anche a tornare al tavolo dell’Ispettorato del lavoro per definire rimpiazzi di organici e altri aspetti contrattuali.
Assemblee dei lavoratori Entro la metà di maggio dovrebbero essere tirare le fila sull’iniziativa sindacale intrapresa all’indomani dell’applicazione unilaterale della riorganizzazione del sito siderurgico, dopodiché se i nodi non saranno sciolti con balsamo e pettine, scenario molto verosimile, la Rsu tornerà a convocare le assemblee dei lavoratori per discutere nuovamente le iniziative da assumere. Ma arrivati a quel punto le alternative saranno estremamente risicate.
