Lucia Morselli

di M. To.

Il commento ufficiale dei sindacati è lapidario: «Nonostante gli ulteriori elementi forniti e le delucidazioni date dal management aziendale, la discussione non ha sortito cambiamenti di merito e di impostazione relativamente al piano. Di conseguenza permangono le criticità rispetto a: strategie commerciali, mercati di riferimento, politiche degli acquisti e dei prezzi, mix produttivi, volumi, investimenti e futuro di tutte le produzioni presenti nel sito, salvaguardia occupazionale».

Due giorni persi Che, in parole povere, significa che si sono persi due giorni – tra sorrisi più o meno spontanei e momenti di tensione veri – e che la partita vera, come peraltro era abbastanza chiaro a tutti, la si sta giocando su ben altri tavoli. Dai quali, com’è noto, i sindacati ternani sono tenuti molto lontani. Il summit in prefettura ha dato, forse, il risultato peggiore che i lavoratori potessero prevedere.

Il piano non si cambia Ma significa anche altro: per ThyssenKrupp, allo stato attuale, i contenuti del piano industriale restano immutati e questo vuol dire che, per Lucia Morselli e i suoi sodali, uno dei due forni di fusione va spento, qualche centinaio di persone devono andare a casa e quelle che resteranno dovranno fare a meno del contratto integrativo aziendale. Per cominciare.

Le conferme Che questi timori tornino con forza a farsi sentire lo confermano le mezze frasi che si riescono a strappare a qualche sindacalista: «Il fatto che siano confermate le previsioni sui volumi produttivi – dice uno – avvalora l’impressione che per i tedeschi uno dei due forni sia fortemente a rischio, ma questo, per noi, è un argomento inaccettabile, perché metterebbe a repentaglio la vita stessa dello stabilimento», mentre un altro spiega che «vogliono dar vita ad un ente centralizzato in Germania per la gestione commerciale e questo significa che non avremmo più alcun controllo su quelle politiche: un’ipotesi improponibile».

Prossimo incontro Per i sindacati ternani, adesso, la partita si interrompe. A discutere con ThyssenKrupp, come già avvenuto nei giorni scorsi, quando il ministro Federica Guidi si è vista con l’ad Lucia Morselli, saranno altri. Con argomenti diversi. Il prossimo incontro ‘plenario’ fissato al Mise è per il venerdì 19 settembre. Ma la data importante, va ricordato, è quella del 4 ottobre: il giorno dopo ThyssenKrupp potrebbe far ripartire le lettere di ‘messa in mobilità’.