Centro di finitura di Ast (foto archivio Troccoli)

Rsu e Rls di Tk-Ast bocciano ancora la sicurezza e la riorganizzazione. Proseguono gli incontri avviati con la direzione aziendale, su cui dovrebbe mettersi un punto entro la prima decade del mese, ma intanto al centro del confronto sono finiti il Centro di finitura e il reparto Titania.

LA VERTENZA AST

Restano timori per sicurezza e ambiente Qui i rappresentanti dei lavoratori «nonostante alcuni impegni definiti con tempi e modalità certe da parte dell’azienda su ambiente e sicurezza, complessivamente il giudizio resta negativo per numerose questioni prive di indicazioni circa la rapida risoluzione». A non convincere le Rsu e Rls anche la comunicazione della direzione che ha proceduto all’aumento della turnistica settimanale (da 10 a 15) nel laminatoio Z2 di Pix1.

Aumento turni senza assunzioni Sul punto i sindacati, pur condividendo l’aumento della turnistica, sollevano una serie di perplessità, bollando come «non condivisibili le modalità con cui unilateralmente l’azienda ha proceduto alla modifica». A non convincere i rappresentanti dei lavoratori è il numero del personale destinata a essere trasferita ritenuto «insufficiente a garantire il corretto svolgimento delle attività lavorative», ma anche la mancata previsione di assunzioni «che – si legge in una nota – inevitabilmente a sguarnire altre aree dello stabilimento già in crisi di organici, abbassando ulteriormente i livelli di sicurezza».

Titania e accordo 3 dicembre Non è tutto. Per quanto riguarda il reparto Titania restano i timori con le Rsu e Rls che «registrano l’ennesima inadempienza sull’accordo del 3 dicembre, riferita questa volta al mancato rilancio di tale prodotto, in quanto risulta azzerata la produzione di tubi e coils (resta quella delle lamiere, ndr) è inaccettabile che un’eccellenza produttiva come quella del Titanio venga abbandonata».

Incontro al Mise non convocato In queste ore è anche pervenuta ai sindacati la convocazione di un incontro in Regione a cui parteciperanno Rsu e segretari provinciali, mentre nessuna notizia arriva da Roma, in particolare dal Mise, a cui è stata richiesta una convocazione per una verifica sull’accordo del 3 dicembre né dall’Ispettorato del lavoro. «Sono ormai 15 giorni – scrivonoi  segretari provinciali – che è stato chiesto l’incontro di verifica al Mise sul quale a oggi non sono arrivati segnali di attenzione, ma rimaniamo stupiti, dopo molteplici sollecitazioni che ciò avvenga nel silenzio della politica tutta, che ha assunto un atteggiamento di accettazione dello status quo, figlio di segnali e messaggi rassicuranti dispensati dall’amministratore delegato di Ast». E poi: «Capiamo che molti sono distratti dagli appuntamenti elettorali, ma non condividiamo il persistere di un disegno che parte dal Governo, volto ad escludere i corpi intermedi e la rappresentanza sociale, in quanto la storia di questa città ci insegna che la partecipazione ed il coinvolgimento dei lavoratori sono di fondamentale importanza per consolidare e rilanciare la storia industriale di questo territorio».

Segretari provinciali isolati Resta poi immensa l’amarezza per il persistere «di atteggiamenti di voluta e gratuita esclusione da parte della direzione aziendale di Tk Ast nei confronti delle organizzazioni sindacali – si legge in una nota – rispetto ai processi di informazione e conoscenza sullo stato di avanzamento nell’applicazione dell’accordo del 3 cicembre 2014. Non rivendichiamo né una esclusività dell’informazione, né tanto meno un canale privilegiato, ma – scrivono i segretari provinciali – riteniamo inaccettabile apprendere da rumors o da organi di informazione quanto sta succedendo all’interno del sito e giudichiamo assurda l’interruzione del confronto avvenuta nel mese di febbraio in merito all’andamento economico, produttivo, di assetto impiantistico e occupazionale. Evidenziamo che a oggi non c’è stata risposta positiva a nessuna nostra richiesta di incontro per approfondire tematiche relative agli appalti, alle società controllate e alle future prospettive del sito siderurgico, aquesto dobbiamo aggiungere la genericità con la quale si affrontano discussioni interne con la Rsu relative all’organizzazione del lavoro e alle problematiche della sicurezza, come le minimizzazioni sulle molteplici denunce fatte su ambiente, salute, sicurezza e organizzazione». Nel frattempo l’azienda ha reso noti i volumi prodotti ad aprile con l’acciaieria in crescita fino a 87 mila tonnellate. Ma sui dati le Rsu si sono già riservate una serie di verifiche, specie sui turni di fermo.

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