Tk-Ast

di Marco Torricelli

Una cosa è chiara: la faccenda non è chiara per niente. E, per ora, c’è una sola certezza: i lavoratori della Rigato di Venezia, la ditta che, fino al 31 dicembre prossimo è titolare di un appalto per le pulizie industriali all’interno della Tk-Ast, sono in sciopero.

La storia In seguito ad una gara di appalto, vinta dalla Iosa di Terni, i lavori che fino alla fine dell’anno sono affidati alla Rigato passeranno alla ditta ternana, ma poco prima di Natale ad alcuni degli operai di quella veneta era stato disattivato il ‘badge’ che consentiva loro di accedere all’interno dello stabilimento per svolgere il proprio lavoro e la cosa, a giudizio dei sindacati, non è lecita.

Lo sciopero Da qui la decisione di scioperare, la richiesta di un intervento del prefetto e di un incontro con le istituzioni locali: lunedì mattina, alle 11, ci sarà un primo vertice con Comune e Provincia, nell’ufficio dell’assessore comunale Sandro Piermatti. Per la giornata di lunedì, peraltro, era prevista una visita a Terni da parte del proprietario della Rigato e l’auspicio, da parte sindacale, era quello di poter avere un confronto diretto anche con lui, ma nelle ultime ore ci sarebbe stato un ripensamento.

L’accusa La Rigato, la vigilia di Natale, aveva precisato «di non essere l’autrice del blocco dei badge dei lavoratori», che, secondo la ditta veneta,  «è stato posto in essere autonomamente ed unilateralmente dall’Ast», che non replica, limitandosi a parlare di «un problema tra ditte e in questo caso tra la Rigato e la Iosa», senza però chiarire il giallo della disattivazione dei badge dei lavoratori, che nessuna delle due ditte, presumibilmente, potrebbe effettuare.

I sindacati La strategia sindacale appare chiara: «Visto che fino al 31 dicembre l’appalto è a tutti gli effetti della Rigato e siccome i lavoratori a cui è stato impedito di lavorare hanno un contratto che li lega alla ditta veneta – si dice al sindacato – è con lei che vogliamo confrontarci e vogliamo risposte chiare». Sulla base di quelle poi, pare di capire, la strategia potrebbe portare a rivolgersi altrove. Tipo in tribunale.