La Rsu di Tk-Ast (foto Fabrizi)

Anomalie anche nella zona forni dell’acciaieria. È stato un sopralluogo articolato e complesso sfociato in un’interlocuzione con la direzione di Tk-Ast protrattasi fino alla prima serata di mercoledì, quello che sono tornate a compiere le Rsu di viale Brin affiancate per l’occasione dalle Rls, le rappresentanze che si occupano specificatamente di sicurezza, le stesse che non hanno firmato i documenti di valutazione rischi.

LA VERTENZA AST

Anomalie in acciaieria Tk-Ast Nella zona forni sono state infatti riscontrate criticità «importanti, perché – si legge in una nota – potenzialmente pericolose per la salute e sicurezza dei lavoratori, oltre che più in generale per l’impiantistica». Da i rilievi ne è scaturito un incontro immediato con il management di Tk-Ast che, stando a quanto riferito in serata dalle organizzazioni sindacali, si sarebbe impegnato a risolvere immediatamente le anomalie.

LA VICENDA DI AST IN UN MINUTO

Confronto tra Rsu e azienda Tuttavia le Rsu non si tirano indietro e mettono in chiaro: «Riteniamo gravi che situazioni che hanno a che fare con la sicurezza siano affrontate soltanto dopo il nostro interventi». Anche perché nel corso del sopralluogo di mercoledì, che segue quello compiuto in Pix lunedì e la prima verifica compiuta con a Roma con le segreterie nazionali, è anche emerso che «nonostante la riorganizzazione sia stata adottata, gli operai non sono stati informati al comportamento da tenere nelle normali fasi lavorativi, né in quelle particolari». Pure qui l’informativa sarebbe scattata solo a margine di un confronto con dirigenti Tk-Ast.

Sicurezza sul lavoro In questo senso i timori non si concentrano solo sui contraccolpi che il nuovo assetto del lavoro può avere in termini di sicurezza, ma anche sulle ricadute qualitative della produzione più specificatamente, semplificano le Rsu, «c’è il rischio di rallentamento degli impianti che possono generare perdite produttive ed economiche». In più. Durante l’incontro l’azienda si sarebbe impegnata, questo riferiscono i rappresentati dei lavori, a divulgare una prima comunicazione interna in cui si certificherà che per «in alcune fasi di lavoro le 3 unità da loro stabilite non sono sufficienti a garantire le operazioni da effettuare».

Convocazione al palo Un passo indietro dopo la forzatura compiuta con il via libera scattato lunedì sulla riorganizzazione adottata unilateralmente e quindi senza accordo sindacale? Probabilmente sì, ma si attende l’affissione in bacheca del documento e soprattutto la convocazione della verifica intermedia sull’accordo del 3 dicembre richiesta con urgenza all’ad Lucia Morselli dalle segreterie provinciali di Fiom-Cgil, Fim-Cisl e Uilm-Uil. Al momento, comunque, di sospensione di riorganizzazione non se ne parla, né si è registrata la calendarizzazione del confronto a Terni, tanto che le Rsu «invitano i lavoratori a segnalare qualsiasi problematica di sicurezza sugli impianti».

Segreterie provinciali al fianco di Rsu Intanto le segreterie provinciali delle cinque sigle rappresentate in Ast, in scia con quanto già affermato dalle Rsu nei giorni scorsi, bollano come «incomprensibili accelerazioni» le mosse compiute dai vertici di Tk-Ast sul delicatissimo fronte della riorganizzazione dei reparti (produzioni a freddo inox-titanio,Lac, acciaieria e servizi,aree Logistica, laboratori e controllo qualità, vigilanza e infermeria), giudicandole anche «in completo e totale contrasto rispetto a quanto condiviso nell’ambito verifiche sull’accordo del 3 dicembre dei giorni scorsi, con l’ad Lucia Morselli e lo staff della direzione aziendale».

Occhi puntati su ad Lucia Morselli Di più. I segretari provinciali parlano di pericolosa azione unilaterale, compiuta sottraendosi al confronto nonostante le molteplici richieste delle Rsu sulla formalizzazione di un parere rispetto al quale il datore di lavoro avrebbe dovuto fornendo adeguate motivazioni» che evidentemente non sono arrivate. In questo senso, in sintesi, i vertici di Tk-Ast stanno di fatto violando un sistema di rapporti, «col rischio di inficiare la tenuta complessiva dell’intero sistema, mentre occorre un’azione condivisa e coordinata sulle tematiche ambientali, degli appalti, della salute e della sicurezza a maggior ragione, in questa fase delicata, alla luce dell’attualità dei temi suddetti».

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