La multinazionale ha annunciato lo scorporo del settore inox

di D.B.

Il consiglio di sorveglianza del gruppo ThyssenKrupp, composto per metà dai rappresentanti dei lavoratori e per l’altra metà dagli azionisti, ha approvato venerdì mattina lo scorporo della divisione Stainless Global, che raggruppa le produzioni di acciaio inossidabile del colosso tedesco tra cui lo stabilimento di Terni. A renderlo noto è la stessa multinazionale tedesca che alle 14, in contemporanea con la conferenza stampa dell’ad di ThyssenKrupp Henrich Hiesinger, ha diramato una nota in cui si conferma quanto comunicato nei giorni scorsi. «La decisione del Consiglio di sorveglianza – ha detto Hiesinger –  apre la strada per portare nel futuro una ThyssenKrupp competitiva e sostenibile».

Hiesinger: nessun taglio di posti «Non è vero – ha detto poi Hiesinger –  che l’obiettivo del maxi-piano di ristrutturazione della ThyssenKrupp approvato oggi dal Consiglio di sorveglianza sia il taglio di 35mila posti di lavoro. Le notizie diffuse da una piccola parte dei media la settimana scorsa hanno dato l’impressione che il nostro programma riguardi il taglio di 35mila posti – ha detto il manager. Questo non è corretto». E poi ha aggiunto: «La verità è che stiamo cercando nuovi proprietari per società con 35mila dipendenti. E lo stiamo facendo in modo responsabile».

L’ad: più libertà d’azione «Il gruppo ThyssenKrupp – ha proseguito Hiesinger – disinvestirà dalle attività dell’area Stainless Global (acciaio inox) anche per avere una maggiore libertà d’azione per ulteriori miglioramenti strutturali e risparmi sui costi». La divisione Stainless Global, ha ricordato il manager, ha oltre 11mila dipendenti e ha chiuso lo scorso anno fiscale (2009/2010) con un fatturato di 5,9 miliardi di euro. Queste attività, quindi, rappresentano circa il 60% del fatturato totale (circa 10 miliardi di euro) delle attività che il gruppo si prepara a vendere e circa un terzo in termini di organico (oltre 11mila dipendenti su un totale di circa 35mila).

Marini e Rossi: si muova la diplomazia italiana Immediata la reazione del presidente della Regione Catiuscia Marini e dell’assessore allo Sviluppo Gianluca Rossi, alla notizia dell’approvazione del piano, le cui linee guida sono note da venerdì scorso: «Intendiamo chiedere al più presto – dicono – di essere messi al corrente direttamente dal management della Thyssen Krupp dei dettagli dell’iniziativa. Riteniamo che le istituzioni regionali e locali umbre, assieme allo stesso Ministro dello sviluppo economico, Paolo Romani, debbano essere al più presto informati di quali sono i piani specifici del Gruppo TK. A questo punto deve muoversi anche la diplomazia italiana affinché siano i rappresentanti al più alto livello del ‘board’ della Thyssen Krupp a fornire precisi dettagli dell’operazione al Governo italiano e, quindi, alle istituzioni umbre».

Terni è strategica «La strategicità del sito di Terni – concludono – è di enorme rilevanza per l’industria siderurgica nazionale e per l’intera economia regionale. L’annuncio di una tale operazione, che prevede oltretutto la vendita di tutto il ramo ‘inox’ – concludono Presidente e Assessore regionale -, richiede da parte italiana la massima attenzione affinché l’esito di questo imminente processo di scorporo non danneggi gli interessi nazionali, della collettività e dell’economia umbra e prima di tutto dei lavoratori».

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