Currently set to Index
Currently set to Follow
mercoledì 8 dicembre - Aggiornato alle 11:23
Mario Caldonazzo e Giovanni Arvedi

Vendita Thyssenkrupp-Ast di Terni, ufficiale la cessione ad Arvedi: parola all’Antitrust

Prezzo blindato e closing a metà 2022. Il Gruppo di Cremona vince derby siderurgico con Marcegaglia. Lettera ai dipendenti

 

di Marta Rosati

L’ufficialità non tradisce le aspettative: è di Arvedi la migliore offerta vincolante per l’acquisizione di Acciai Speciali Terni. Il prezzo resta top secret. Trovano conferma le indiscrezioni degli ultimi giorni nonché le parole del ministro dello Sviluppo economico Giancarlo Giorgetti che aveva indicato la fine del mese come data ultima per conoscere il nome dell’acquirente del sito di Acciai Speciali Terni. Già una settimana fa a Umbria24 risultava che fosse Arvedi il gruppo favorito per l’operazione, tra le tre offerte vincolanti già sul tavolo che tenevano ancora in lizza anche i cinesi di Baosteel. Il cerchio col passare dei giorni si è andato restringendo ulteriormente fino a riportare in auge l’ipotesi del testa a testa tra le due società italiane che da tempo hanno gli occhi puntati sul sito siderurgico ternano.

GIORGETTI: SODDISFATTI ANCHE PER PROPRIETA’ ITALIANA

Arvedi-Marcegaglia Un vero e proprio derby delle ultime ore che, con la consulenza finanziaria di Jp Morgan incaricata dalla casa madre di Ast, Thyssenkrupp, ha finito per decretare il gruppo di Cremona vincitore su quello dei fratelli Marcegaglia di Mantova. Probabilmente anche il sindaco di Terni Leonardo Latini sapeva che dal quartier generale di Essen l’ufficialità sui nuovi potenziali inquilini di viale Brin (Antitrust permettendo) sarebbe arrivata nel giro di poche ore visto quanto dichiarato a margine della visita in Ast di mercoledì mattina per un sopralluogo al nuovo Metal recovery. Secondo quanto trapela, l’operazione potrebbe concludersi entro il primo semestre 2022 e Thyssenkrupp non rimarrebbe del tutto esclusa dall’operazione nel senso che potrebbe mantenere una quota societaria e la bandiera tedesca potrebbe dunque continuare a sventolare all’ingresso dell’acciaieria.

Arvedi Nato a Cremona da una famiglia di antica tradizione nel settore della lavorazione e commercio dei metalli, il fondatore del gruppo che oggi si candida ufficialmente alla guida di Acciai speciali Terni, antitrust europeo permettendo, è Giovanni Arvedi che inizia la sua carriera imprenditoriale nel 1963 con le sue prime due aziende, una commerciale e una produttiva per la fabbricazione di tubi saldati in acciaio al carbonio, tecnologie che nel 1970 estende alla produzione, allora specialistica, dei tubi in acciaio inossidabile. La crescita prosegue via via nel tempo nel 1973 con la realizzazione a Cremona dell’Acciaieria Tubificio Arvedi e agli inizi degli anni ’80, con l’acquisizione dal Gruppo Falck della società Celestri, una delle maggiori aziende commerciali e di servizi siderurgici in Italia. Nel 1984 Giovanni Arvedi riceve dal presidente della Repubblica il titolo di Cavaliere del lavoro. Nel 1989 assume la presidenza dell’Associazione industriali di Cremona, posizione che manterrà per quattro anni. Il ’92 è considerato l’anno di svolta quando entra in funzione il progetto dell’Acciaieria Arvedi a Cremona per la produzione di laminati piani in acciaio.

Sport Il cavaliere vanta rilevanti meriti di inventore in campo siderurgico, ricevuti anche da organizzazioni d’oltralpe ma non solo. Impegnato da sempre anche in iniziative di carattere sociale, sportivo e culturale, nell’aprile 2013, ha ricevuto anche il diploma ai benemeriti della cultura e dell’arte da parte del ministro dei Beni culturali Lorenzo Ornaghi. E chissà che l’arrivo del gruppo in città non porti novelle anche tra via della Bardesca e viale dello stadio. A capo del gruppo, dal febbraio scorso c’è l’amministratore delegato Mario Caldonazzo.

Vendita Acciai speciali Terni Thyssenkrupp – si legge nella nota ufficiale – ha annunciato la vendita di Acciai Speciali Terni (AST), inclusa la relativa organizzazione commerciale in Germania, Italia e Turchia, alla società italiana Arvedi, raggiungendo così un nuovo traguardo nel riassetto del gruppo. È stato concordato di non divulgare il prezzo d’acquisto. La transazione è soggetta all’approvazione del Consiglio di Sorveglianza di thyssenkrupp Ag e all’autorizzazione dell’autorità antitrust europea. Il closing dell’operazione è previsto
entro il primo semestre 2022. Inoltre, thyssenkrupp sta esaminando la possibilità di mantenere una partecipazione di minoranza nel gruppo Ast. I dettagli riguardo a tale possibilità saranno concordati entro il closing. Il gruppo Ast, con un fatturato di circa 1,7 miliardi di Euro nell’esercizio 2019/2020, impiega attualmente circa 2.700 dipendenti. Con la vendita, Thyssenkrupp si separa dalla quarta società in portafoglio nel segmento Multitracks. Si tratta di un ulteriore passo importante nella trasformazione del gruppo verso un ‘Group of Companies’ altamente performante. Martina Merz, Amministratore Delegato di thyssenkrupp Ag: «Questa quarta transazione dimostra come stiamo lavorando alle nostre priorità, facendo progressi decisivi nel processo di trasformazione di Thyssenkrupp».

Thyssenkrupp Volkmar Dinstuhl, Ceo del segmento Multi Tracks e presidente di Ast integra le affermazioni: «Siamo lieti che il gruppo Arvedi sia il nuovo proprietario di AST in quanto promuoverà lo sviluppo di Ast con investimenti e innovazioni». Grazie alla combinazione con Ast, il gruppo Arvedi si consoliderà tra i principali player europei nel settore dell’acciaio. Il Gruppo Arvedi, a controllo familiare, è attiva principalmente nella produzione e lavorazione di acciaio al carbonio e inossidabile e impiega attualmente 3.500 dipendenti. Ha annunciato investimenti significativi in relazione all’acquisizione di Ast – si legge ancora nella nota -. Il fondatore e presidente di Arvedi, Cavaliere Giovanni Arvedi ha dichiarato: «L’operazione rappresenta un rafforzamento del Gruppo Arvedi in quanto ne completa, in una sinergia industriale, il mix produttivo. Un’operazione di sistema Paese che potrebbe dare inizio ad altri positivi sviluppi. Ci fa piacere il segno di continuità e di fiducia che la Società thyssenkrupp ha desiderato dimostrare valutando la possibilità di mantenere una quota di partecipazione di minoranza in Ast».

I commenti sono chiusi.