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giovedì 21 ottobre - Aggiornato alle 17:23

Thyssenkrupp-Ast ad Arvedi, firma a Essen nella notte: il cavaliere è atteso a Terni

Parola all’Antitrust, attesa per piano industriale, i sindacati. Accordo in Germania di notte

Le acciaierie di Terni

di Marta Rosati

La decisione era stata già presa nella giornata di mercoledì come riportato da Umbria24 ma vuoi per scaramanzia, vuoi per lasciare ai posteri una storia il più possibile rispondente alla realtà, l’ufficialità sulla vendita di Ast ad Arvedi è arrivata solo nella giornata di giovedì perché la firma sul contratto di compravendita è arrivata in effetti solo alle 4 del mattino, a Essen, nel quartier generale di Thyssenkrupp.

Luci e ombre La chiusura della fase 3 sicuramente un fatto importante, decisivo, ma non certo l’ultimo. Intanto, come sottolineato, l’intera operazione destinata a rendere la società cremonese un player più forte, deve passare al vaglio dell’Antitrust europeo e il closing potrebbe arrivare tra nove mesi, ma non è tutto. Se da un lato si vuole mantenere segreto il valore dell’operazione (si dice sia superiore a 500 milioni di euro) dall’altro nulla è stato ancora chiarito su quello che sarà il ruolo dello Stato italiano in questa partita e del resto non sfugge che, per come sono maturate le cose, la trattativa tra privati abbia coinvolto a più riprese il ministero dello Sviluppo economico; direttamente e su richiesta di forze politiche e parti sociali, per la verità mai coinvolte fino in fondo. Ai sindacati è capitato di sapere dai media di una gara al rush finale. La compartecipazione del governo piuttosto che il ricorso ad un fondo di investimento sono ipotesi e valutazioni che verranno prese in considerazione più avanti. Si percepiscono comunque i sintomi di un cambio di passo da parte del governo nel comparto della siderurgia. L’interesse dell’esecutivo dovrebbe tradursi in concreto in un Piano nazionale per la siderurgia a cui da settimane si starebbe lavorando.

«AST IN BUONE MANI», LETTERA AI DIPENDENTI

La telefonata col sindaco «In mattinata – riferisce intanto il primo cittadino Leonardo Latini – ho avuto un primo contatto telefonico con il cavalier Giovanni Arvedi. È stata una conversazione molto cordiale nel corso della quale il cavalier Arvedi mi ha confermato la straordinaria importanza per il suo gruppo dell’operazione d’acquisizione del sito industriale ternano e ha ribadito che intende perseguire il bene dell’azienda, dei lavoratori e della città. Le acciaierie di Terni, ha detto Arvedi, devono essere un’azienda forte per la quale il suo gruppo è disponibile ad investimenti importanti. Il cavalier Arvedi mi ha comunicato che sarà a Terni appena possibile e, in quell’occasione, avremo un incontro durante il quale approfondiremo gli aspetti legati alle sue idee sul futuro di Acciai Speciali Terni e sul rapporto tra acciaieria e territorio». I tempi forse sono prematuri per ipotizzare le prospettive di sviluppo per il sito siderurgico ternano, quando ai piani alti di viale Brin salirà il cavaliere Arvedi ma alcune considerazioni, in attesa dell’arrivo del numero uno, l’84enne fondatore del gruppo, e soprattutto del piano industriale che darà l’effettiva dimensione delle sue intenzioni, possiamo farle. Intanto c’è da dire che se Marcegaglia è un importante cliente di Ast, dopo il testa a testa che ha finito per favorire il player sfidante, non è detto che continui a rifornirsi di acciaio a Terni. Ciò vuol dire che, a livello commerciale, il sito ripartirebbe con la nuova proprietà, indietro di qualche passo. Ma certo il mercato di riferimento, le politiche antidumping e altri assestamenti che da qui in avanti può subire il settore saranno determinanti. Come determinanti potrebbero rivelarsi le politiche ambientali. Su questo fronte si dice che i cremonesi abbiano intenzioni molto serie su Terni.

La produzione Altro aspetto da tenere in considerazione, l’interesse del gruppo per il Magnetico, una produzione che Terni ha perso ormai più di 15 anni fa e che brucia ancora come una ferita aperta nell’animo di lavoratori e sindacati. Un ritorno sarebbe dunque per molti auspicabile ma quegli impianti sono stati nel frattempo sostituiti. Ci sarebbe riconversione? A discapito di quali produzioni? Anche questo presto per dirlo ma intanto quel che arriva dai media, prima che il cavaliere si presenti di persona alla città, è l’idea di una realtà industriale che tende l’orecchio al territorio e attenta, c’è da augurarselo, all’occupazione. Nel 2020 nessuno dei dipendenti Arvedi avrebbe fatto cassa Covid e anzi sarebbero state effettuate alcune assunzioni. Non è poi un mistero l’impegno della Fondazione Arvedi Bruschini nello sport e nel sociale. A Cremona è riuscita a portare un distaccamento del Politecnico di Milano e quello dell’Università Cattolica con importanti investimenti su beni e infrastrutture esistenti nonché su nuove costruzioni. Chissà che tale attivismo non porti beneficio anche al territorio ternano.

Fim Cisl: «Ora piano siderurgia» Dopo le numerose reazioni di istituzioni e politici, non restano ovviamente indifferenti alla novità in casa Thyssenkrupp i sindacati nazionali e territoriali dei metalmeccanici. Il segretario generale Fim Cisl Roberto Benaglia e il segretario nazionale Valerio D’Alò dicono: «Ci è stato annunciato questa mattina, dopo le indiscrezioni uscite a mezzo stampa già nella serata di ieri, la chiusa della procedura di cessione da parte del Gruppo TyssenKrupp del sito ternano dell’Acciai Speciali Terni che occupa circa 2700 lavoratori nel sito umbro. La cessione ad Arvedi una notizia positiva per il Paese e l’industria vista l’importanza strategica della produzione di acciaio per tutta la filiera industriale. Accogliamo quindi positivamente la notizia; il Gruppo Arvedi rappresenta una realtà molto solida sul piano industriale e una lunga esperienza nel mondo dell’acciaio che con l’acquisizione di Ast completa la gamma delle produzioni e trasformazioni di acciai. Ora però ci aspettiamo la convocazione in sede governativa per conoscere il piano industriale nei dettagli. Piano che dovrà prevedere per il sito di Terni sviluppo, occupazione e importanti investimenti industriali e sostenibilità ambientale. Chiediamo inoltre al ministro Giorgetti che con il ritorno di Ast in mani italiane si arrivi alla definizione del piano della siderurgia nazionale che va concretizzato nel confronto centrale col sindacato».

Fiom Cgil: «Procedura Antitrust semplificata» «Bene l’integrità del sito, attendiamo il piano industriale per un giudizio più complessivo» dichiarano in una nota congiunta Gianni Venturi, segretario nazionale Fiom-Cgil e responsabile siderurgia e Alessandro Rampiconi, segretario generale Fiom-Cgil Terni. «Ci attendiamo – ammoniscono – un piano di sviluppo che garantisca i livelli impiantistici, occupazionali e salariali dei lavoratori diretti e dell’indotto. È necessario e urgente che l’azienda convochi un tavolo formale con la Rsu e le organizzazioni sindacali e contestualmente che si riapra il tavolo presso il ministero dello Sviluppo economico. Chiediamo sin d’ora al Governo di mettere in campo tutte le azioni necessarie affinché vengano tutelate le produzioni più volte dichiarate strategiche nell’ambito del piano nazionale della siderurgia. Il Governo, ThyssenKrupp e Arvedi, valutino se esistono le condizioni per poter richiedere alla Commissione europea Antitrust di attivare la procedura semplificata al fine di imporre un’ulteriore accelerazione alla transazione, favorendo il confronto con la nuova proprietà al fine di certificare le garanzie di un reale e compiuto piano industriale che sia in linea con le aspettative annunciate».

Uilm: «Attendiamo piano industriale» «L’acquisizione da parte di Arvedi del polo dell’acciaio inox di Terni è una buona notizia, perché riporta sotto il controllo di una società italiana un pezzo strategico della siderurgia del nostro Paese rafforzando e consolidando la posizione di Acciaierie Arvedi in un mercato sempre più competitivo. Da una parte, quindi, si è realizzato quanto noi avevamo auspicato all’avvio della procedura di vendita da parte di ThyssenKrupp, dall’altra però attendiamo di avviare un confronto per conoscere il piano industriale e gli investimenti che devono avere al centro la salvaguardia occupazionale per dare una prospettiva solida e duratura al sito ternano». Lo dichiarano Rocco Palombella, Segretario generale Uilm, e Guglielmo Gambardella, Coordinatore nazionale del settore siderurgico. «Avere la possibilità di confrontarsi con un importante produttore di acciaio italiano, leader del settore siderurgico che ha sviluppato tecnologie ecosostenibili, e non più con una multinazionale estera, è una condizione positiva. Questa vendita dovrà porre fine alla fase di incertezza, durata diversi anni, vissuta da oltre tremila lavoratori ternani, fra indiretti ed indiretti da chi non aveva più interesse nell’inox».

Fismic: «Garanzie per iter senza impedimenti» «Trovano conferma – commenta Giovacchino Olimpieri, segretario nazionale Fismic Confsal – le indiscrezioni degli ultimi giorni nonché le parole del ministro dello Sviluppo economico Giancarlo Giorgetti che aveva indicato la fine del mese come data ultima per conoscere il nome dell’acquirente del sito di Acciai Speciali Terni. È di oggi infatti l’annuncio da parte di Thyssenkrupp della vendita di Acciai Speciali Terni al gruppo Arvedi, confermando l’intero perimetro del sito comprensiva della rete
commerciale in Italia, Germania e Turchia. Aspettiamo di conoscere il piano industriale dell’acquirente per un giudizio di merito. Ci aspettiamo un piano di sviluppo che garantisca i livelli produttivi, occupazionali e salariali dei lavoratori diretti e dell’indotto. Chiediamo al Governo di mettere in campo tutte le azioni necessarie affinché in fase di valutazione da parte della Commissione Europea Antitrust ci siano tutte le garanzie per un iter senza impedimenti».

Ugl: «Segnale positivo» «Finalmente un segnale positivo per una vicenda che per troppo tempo ha lasciato nell’incertezza i tanti lavoratori che hanno contribuito a rendere il sito uno dei poli siderurgici più importanti d’Italia. Ben venga dunque il ritorno alla proprietà di un’azienda italiana, ma terremo alta la guardia». È questo il commento in una nota congiunta del segretario nazionale Ugl metalmeccanici, Antonio Spera, e del vicesegretario nazionale del comparto siderurgia Ugl metalmeccanici, Daniele Francescangeli, in merito all’accordo raggiunto nella notte fra il Gruppo Arvedi e ThyssenKrupp relativo alla cessione delle attività di Terni al gruppo italiano. Per Spera e Francescangeli «si tratta di un accordo significativo dal punto di vista della tutela del nostro patrimonio produttivo. Ci auguriamo dunque che, come conseguenza, sia da subito aperto un tavolo con chi rappresenta i lavoratori, che da troppo tempo stanno pagando il prezzo delle indecisioni, in modo tale da fornire a loro qualche certezza sulla gestione del futuro del polo produttivo e sentirsi, anche se solo in parte sollevati, dalle innumerevoli preoccupazioni. Dal canto nostro – concludono i segretari- terremo alta la guardia affinché, come nel passato, i dipendenti Ast potremo essere parte integrante del processo produttivo e di nuovo sviluppo non di meno rispetto ad altri , così come avvenuto in passato».

http://www.umbria24.it/economia/thyssenkrupp-ast-ufficiale-arvedi-la-migliore-offerta-vincolante

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