(foto Eleonora Mipatrini)

Se in Valnerina si registra un azzeramento del turismo per via del terremoto, le ripercussioni nel resto dell’Umbria fanno annotare un -30%. A dirlo è la Camera di commercio di Perugia che prova a lanciare l’allarme.

Camera di commercio «Tutti i settori turistico-ricettivi e il vasto indotto commerciale in Umbria sono in grave difficoltà. A rischio collasso le imprese nelle aree terremotate, ma anche lontano dal cratere riscontriamo effetti pesantissimi», dice il presidente dell’ente camerale perugino, Giorgio Mencaroni. Da lui la richiesta di «accelerare gli interventi di sostegno alle imprese nelle aree terremotate: nessuno deve chiudere, neanche temporaneamente. E occorre arrivare al riconoscimento del danno indiretto, anche questo molto grave, che stanno subendo le imprese operanti nel resto dell’Umbria».

I DATI SU ARRIVI E PRESENZE

Coldiretti «Il terremoto in Umbria ha picchiato duro – scrive Coldiretti in una nota, con danni economici rilevanti, anche sul migliaio di agriturismi, con le scosse, che oltre a produrre danni materiali alle strutture ricettive nelle zone del sisma, hanno determinato una vera  fuga di turisti, disdette delle prenotazioni, presenze praticamente azzerate e previsioni ovviamente sempre più preoccupanti, in tutto il territorio regionale. È quanto emerso tra l’altro dal Consiglio direttivo di ‘Terranostra Umbria’, l’associazione per l’agriturismo. «Si è affermata pure la necessità – sostiene Elena Pennacchi, presidente regionale Terranostra – di riconoscere un danno indiretto per il settore turistico, tenuto conto dell’impatto devastante del sisma per tutto il sistema ricettivo regionale, agriturismi inclusi».

Le proposte «Oltre a questo – spiega Albano Agabiti il presidente Coldiretti Umbria – per contribuire a risollevare il settore, sono in cantiere da parte di Coldiretti e Terranostra delle iniziative da rivolgere agli amministratori locali, riguardo alla sospensione di tasse e tributi per gli operatori del comparto, ma anche per il potenziamento di attività promozionali specifiche che rilancino l’immagine del territorio e quindi di tutte le attività economiche, insieme alla richiesta di alleggerimento di altri oneri da rivolgere a livello nazionale».

I numeri degli agriturismi in Umbria «In Umbria – ricorda Coldiretti – il fenomeno degli agriturismi è cresciuto del 33,5% rispetto a dieci anni fa (2006), con il numero delle strutture che è arrivato a quota 1.271, sesta regione a livello nazionale. Un fenomeno che spinge la vacanza verde e rappresenta sempre più una vetrina del territorio, capace di creare sviluppo economico coinvolgendo gli altri settori, a partire dall’artigianato e dal turismo. Tra le province, continua a guidare Perugia con 1.082 agriturismi, seguita da Terni con 189. Quasi un agriturismo su cinque si trova in montagna, mentre il 47 per cento è gestito da donne. I posti letto sono 21.669, mentre quelli a tavola sono 13.209. Accanto ad alloggio e ristorazione, ma anche alla semplice degustazione, non mancano le attività sportive e naturalistiche suggerite dalle aziende agrituristiche».

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