di Marco Torricelli
Se succede una volta può essere, anche, questione di fortuna. Ma se la cosa si ripete per due anni consecutivi, ci deve essere dell’altro. E a TerniEnergia, il premio Deloitte Fast Emea 500, come prima società italiana per crescita di ricavi negli ultimi 5 anni nel settore hitech (+1485%), è stato assegnato, appunto, per il secondo anno consecutivo.
Il premio La consegna del premio avverrà nella mattinata di lunedì 21 gennaio, nella sede di Nera Montoro, nel corso di una cerimonia – alla quale interverranno il presidente e amministratore delegato di TerniEnergia, Stefano Neri, e i partner di Deloitte – che sarà anche l’occasione, per l’azienda, per illustrare agli stakeholders il significato del riconoscimento e i programmi di sviluppo della società. «Tra le priorità in Europa per la ripresa e la crescita dell’economia – spiega Alberto Donato, di Deloitte – ci sono gli investimenti in innovazione e tecnologia e la valorizzazione del talento dei giovani. Le società premiate e gli imprenditori che le hanno fondate e guidate al successo, in anni particolarmente difficili, rappresentano un modello virtuoso di sviluppo da imitare e di incoraggiamento per i giovani imprenditori europei e il mondo del lavoro giovanile».
Per Stefano Neri, presidente di TerniEnergia, «il premio è anche la certificazione di come l’industria verde stia acquisendo profili di rilevanza industriale in rapida crescita anche in Italia, in particolare per quanto riguarda la produzione energetica pulita, il risparmio e l’efficienza energetica, il riciclo, il recupero di materia ed energia da risorse marginali».
La storia TerniEnergia, costituita nel mese di settembre del 2005, fa parte del Gruppo Terni Research, opera nei settori dell’energia da fonti rinnovabili, nell’efficienza energetica e nel settore ambientale. 266 sono gli impianti costruiti dall’inizio dell’attività, per una potenza cumulata pari a 248,5 Mwp (di cui 9,1 di proprietà al 100% della società e 61,1 destinati alle joint venture). Per l’intero anno 2012 si stima che gli impianti di proprietà e in joint venture abbiano garantito una produzione di circa 90 milioni di kWh. L’azienda, inoltre, nel quarto trimestre 2012 ha collegato alla rete gli impianti di recupero energetico da biomasse e rifiuti di Nera Montoro (biodigestore GreenAsm in joint venture con Asm) e Borgosesia (pirogassificatore alimentato a legno vergine).
