di M.T.
«Un’evidente azione dilatoria, poco trasparente e inaffidabile». Così viene definita, da parte del consiglio comunale di terni, quella di Outokumpu, che ha giudicato irricevibili le proposte di acquisto che le solo pervenute. Un documento, presentato venerdì mattina, nel corso della prima sessione del secondo giorno di consiglio comunale straordinario, contiene tutte le richieste della città.
La storia «Tali comportamenti non possono essere più tollerati», recita il documento che è stato messo a punto. Che poi prosegue ricordando che «la questione si va trascinando oramai dal febbraio 2012, sedici mesi, un tempo di incertezza che un’azienda siderurgica che opera a livello mondiale, non può assolutamente permettersi soprattutto in relazione alle politiche commerciali e produttive da mettere in atto, con il rischio attuale che di fronte ad una crisi economica più generale e in una situazione di sovrapproduzione del mercato dell’inox, Acciai Speciali Terni venga instradata verso un binario morto».
La richiesta E, quindi, il consiglio comunale ternano chiede «che la gestione della vicenda Ast sia seguita e coordinata direttamente dalla presidenza del consiglio; che il governo italiano intervenga con determinazione e tempestività verso l’Unione europea e la stessa Commissione europea; che lo stesso governo contemporaneamente apra un confronto diretto con i principali azionisti di Outukumpu, e cioè con il governo finlandese; che, fin dall’incontro prossimo del 29 maggio, ci sia una richiesta di verifica delle offerte considerate inaccettabili e dei relativi piani industriali presentati».
L’Europa Il consiglio comunale, poi, chiede «l’intervento urgente del Parlamento europeo, anche alla luce delle precedenti risoluzioni attuate e in vista della discussione e approvazione dell’Action plan sulla siderurgia europea; un pronunciamento della Commissione europea, in cui sia ufficializzata la data ultima entro cui la vendita deve essere completata; che qualsiasi ipotesi di vendita debba essere fondata su piani industriali e operativi che debbano tener conto della irrinunciabilità, per il sito di Terni, delle certezze dei volumi, dei livelli occupazionali e delle risorse finanziarie adeguate; che il sito di Terni sia venduto con tutte le sue produzioni, compreso il Tubificio», ma anche che il governo valuti «un intervento diretto, anche dal punto di vista finanziario, verificando la possibilità di utilizzo del Fondo strategico di investimento, per tutelare Acciai Speciali Terni, ad oggi, la più grande produttrice europea di acciaio inossidabile».
