Massima tutela per i lavoratori coinvolti è l’unica richiesta che le organizzazioni sindacali di categoria possono ormai avanzare al tavolo con Enel, che ha deciso in modo definitivo e unilaterale di chiudere il posto di teleconduzione del sistema impiantistico odroelettrico che gestisce. Netta, sin dalla prima ora la contrarietà delle organizzazioni sindacali Filctem, Femca, Uiltec verso questa operazione per motivi di precaria sicurezza idraulica e «il sistematico depauperamento di asset e funzioni messo in atto da parte di Enel sul nostro territorio regionale nel corso degli anni. Processo mai contrastato con decisione da parte delle istituzioni».
Idroelettrico Terni Ed è proprio verso la politica la più ampia critica del caso: «Per le organizzazioni sindacali l’operazione di soppressione del posto di teleconduzione di Terni non è necessaria dal punto di vista strategico/industriale, ma segue meramente la logica di massimizzare il profitto, aspetto che nel recente passato purtroppo Enel persegue costantemente ed esaspera in maniera sconsiderata. Tale atteggiamento ha portato da tre anni a questa parte ad aprire numerose vertenze sindacali con varie società del gruppo. La vertenza della control room di Terni, iniziata a novembre 2023, sta definitivamente evolvendo in maniera negativa e neanche il coinvolgimento di Comune, Provincia, Regione e politica nazionale è stato efficace, pertanto l’azienda ha proceduto in maniera unilaterale e con arroganza sulla propria linea di azione. Il trasferimento del telecomando degli impianti avverrà definitivamente il giorno 6 novembre 2025 e, a quel punto, gli operatori del PT di Terni rimarranno in turno per un orizzonte temporale non definito, avendo il compito di affiancare/supportare gli operatori del di Montorio al Vomano almeno per tutto il mese di novembre 2025, ma probabilmente anche oltre».
Pt Enel «I sindacati – commentano i segretari Stefano Ribelli, Ciro Di Noia e Doriana Gramaccioni -,a ragione, hanno avuto sempre la consapevolezza e sostenuto che l’operazione di passaggio gestione degli impianti di terni non sarebbe stato semplice contrariamente a quanto affermava l’azienda, che ha sempre banalizzato tale processo non considerando la peculiarità degli impianti che richiede una conoscenza più approfondita. Ridimensionamento occupazionale, perdita di professionalità e sicurezza idraulica del territorio sono gli aspetti che in questa operazione sono stati sempre minimizzati dall’azienda. L’azienda ha dichiarato che i lavoratori saranno tutelati secondo quanto previsto dal contratto e ricollocati coerentemente al loro percorso di formazione e lavorativo. Vigileremo. Intanto un monito alla politica affinché agisca con maggiore incisività e sensibilizzi le aziende per dimostrare il rispetto e la gratitudine che devono al territorio, questo vale soprattutto per le aziende che, come Enel, ne sfruttano le risorse per produrre energia a basso costo per poi delocalizzare assets strategici come il PT di Terni».
I prossimi quattro anni «Le concessioni idroelettriche – ricordano i sindacati – scadranno nel 2029 e per questo è importante sensibilizzareEnel al rispetto per il territorio dove opera, non solo in termini di piccoli investimenti che fungono palliativi, ma con una pianificazione a lungo termine per la tutela, anche, della storia di questo patrimonio industriale ed energetico, generando ricadute locali ed occupazione diretta ed indiretta. Le organizzazioni sindacali ringraziano quella parte della politica e delle istituzioni che si sono adoperate a sostenere la vertenza territoriale promossa, e nel contempo, disapprovano fortemente di coloro che si sono disinteressati. Siamo sconcertati da quella parte della politica che ha favorito l’epilogo con le proprie dichiarazioni pubbliche, dimostrando estrema superficialità ed anche poca consapevolezza del danno che ne deriverà da questa scelta scellerata di Enel».
