di MA.T.
Si è svolta oggi pomeriggio, all’Hotel de Paris di Terni, l’iniziativa organizzata dalla Uil dell’Umbria dal titolo “Ridurre i costi della politica e della pubblica amministrazione per rilanciare lo sviluppo dell’Umbria”. Presenti, tra gli altri, il segretario nazionale Uilm Rocco Palombella, il segretario generale Uil Umbria Claudio Bendini, l’assessore regionale allo Sviluppo economico Gianluca Rossi e il sindaco di Terni Leopoldo Di Girolamo.
I dettagli dei costi Ogni anno in Italia i costi della politica, diretti e indiretti, ammontano a 24,7 miliardi di euro, secondo i dati presi in esame all’incontro. Una somma che equivale al 12,6% del gettito Irpef (comprese le Addizionali locali), pari a 646 euro medi annui per contribuente. «Non bisogna – ha affermato Bendini – commettere però l’errore di puntare il dito contro le spese della macchina politica in maniera superficiale e demagogica: il funzionamento della democrazia richiede dei costi, alti ma necessari. Tagliare i costi della politica in maniera indiscriminata e senza la necessaria riflessione potrebbe di fatto stroncare la facoltà, per molti, di accedere alla democrazia, ai suoi strumenti e al suo sistema, limitandolo a una cerchia ristretta di potenti. Per questo, servono interventi mirati tesi alla riduzione degli sprechi».
Le spese evitabili E’ evidente, però, come determinate spese siano quantomeno “evitabili” a ogni livello, è quanto emerge dall’incontro. In Umbria, ad esempio, nel solo periodo che va dal primo gennaio al 31 luglio del 2010 sono stati conferiti – da tutti i livelli amministrativi – 4.353 fra incarichi e consulenze esterne, per un importo “impegnato” di 42.107.378 euro e un costo medio per consulenza pari a 9.673 euro, viene evidenziato. «Nella nostra regione – spiega Bendini – è stata avviata una timida politica di razionalizzazione, che ha ottenuto come primo risultato la creazione dell’Azienda unica regionale per il trasporto pubblico locale. Rimaniamo in attesa per altre riforme, vedi Webred e Sviluppumbria. Ma ogni riforma istituzionale rischia di perdere in efficacia se all’interno dei vari Enti, Agenzie e Aziende amministrate non vengono applicate le migliori tecniche di gestione. La nostra regione – ancora Bendini – deve essere efficiente a ogni livello della pubblica amministrazione, così da affrontare il federalismo e il meccanismo dei costi standard senza traumi dovute a nuove tasse o alla riduzione dei servizi socio-sanitari».«A Terni il sito siderurgico della Thyssenkrupp presenta una capacita’ di sviluppo possibile e non deve essere coinvolto dalla sentenza della Corte di assise di Torino, che ha tutta una storia a sè». «Bisogna evitare di accumunare le due situazioni – ha detto Palombella a conclusione dell’incontro -, che sono in realta’ ben distinte: da una parte c’e’ una tragedia che e’ costata la vita a sette operai dall’altra uno stabilimento che ha prospettive di sviluppo in un settore ancora trainante per l’economia e che per nessuna ragione puo’ essere penalizzato. Siamo confortati dal know how presente a Terni e crediamo che l’azienda sapra’ guardare con freddezza imprenditoriale e con razionalita’ alle scelte future che non saranno contro qualcuno ma saranno fatte nel bene dello stabilimento ternano»
Che preoccupazione la Thyssen Per quanto riguarda la Multinazionale dell’acciaio, gli ultimi bilanci non sono stati positivi. Il 2011 potrebbe essere il terzo anno consecutivo in cui il bilancio si chiude con il segno meno. «Si prefigura – ha sottolineato Palombella – un’uscita dalla crisi per il settore. La sentenza della corte d’Assise di Torino che ha condannato i vertici della Thyssen-Krupp per la morte dei sette operai è stata molto dura, in modo particolare per le sanzioni accessorie, i cui effetti al momento sono ancora del tutto imprevedibili. Una sentenza – continua – che farà giurisprudenza e che minaccia di modificare in maniera radicale gli assetti esistenti a livello imprenditoriale e produttivo, con il rischio di vanificare il trasferimento e l’investimento sulla ‘linea cinque’ di produzione. Il rischio è che altri imprenditori scelgano, usando la durezza della sentenza anche come pretesto, di abbandonare il nostro Paese alla volta di lidi per loro più tranquilli».
Gli altri fronti Attenzione alta anche sul fronte della chimica, special modo per le vertenze in atto alla Meraklon e alla Basell. «Le istituzioni locali – ha affermato Bendini – Regione in primis, devono continuare a farsi carico presso il Ministero dello Sviluppo economico affinché siano sostenuti i processi di rinnovo e di rilancio del Polo chimico ternano. Va aperto al più presto possibile un Tavolo generale, delineando un piano concreto mirato alla reindustrializzazione e alla riorganizzazione del comparto. L’obiettivo è far diventare quello di Terni il Polo più importante d’Italia e d’Europa per la produzione chimica non derivante dal petrolio ma da materie prime naturali, quali mais e lino. Un risultato che per l’Umbria significherebbe un vero processo di innovazione, di produzione e di ricerca avanzata». In conclusione, Palombella ha auspicato che, a ogni livello amministrativo-istituzionale, «si riesca a trovare quell’efficienza in grado di rendere la Pubblica amministrazione capace di affrontare le attuali riforme senza traumi e senza far abbassare il livello di assistenza sociale».

