Le acciaierie di Terni

di M. To.

Tra la Fiom Cgil di Terni e la Società delle fucine – del gruppo Tk-Ast – i rapporti si fanno sempre più tesi, con il sindacato che «esprime preoccupazione in merito alle strutturali difficoltà produttive».

Le criticità Nel reparto di ‘colaggio sottovuoto’, denuncia il sindacato, «esistono delle criticità, aggravate da una gestione non condivisibile che la direzione aziendale sta attuando in queste settimane decisive per il sito siderurgico ternano». L’Azienda e i sindacati si trovano da tempo a gestire una situazione di difficoltà per lo scarso quantitativo di ordini «attraverso strumenti, come la cassa integrazione e il contratto di solidarietà, che ad oggi dovrebbero essere rinnovati e che hanno visto, in questi anni, ridurre significativamente il salario dei lavoratori».

Il disaccordo La Fiom, però, dice di ritenere «inaccettabile, senza un quadro definito in merito ai volumi e alle prospettive di mercato, assistere giornalmente ad azioni unilaterali aziendali di modifica organici e organizzazione del lavoro in funzione di una politica di risparmio costi che ricade sempre e soltanto sulle spalle dei lavoratori». Anche perché «tutto questo avviene senza tenere conto della drammatica situazione sociale, che si presenta da ormai tre anni, nella quale hanno pagato e continuano a pagare i soliti noti mentre si mantengono sprechi, privilegi e benefit per un numero spropositato di quadri e dirigenti».

La denuncia La situazione, secondo il sindacato, «è ulteriormente aggravata da atteggiamenti discriminanti, ricattatori e irrispettosi delle normali relazioni sindacali, delle rappresentanze sindacali e dei lavoratori che hanno con responsabilità e serietà ampiamente dimostrato, più di altri, l’attaccamento al lavoro e alle fucine», e alla direzione aziendale si chiede «se le produzioni di Società delle fucine sono ancora strategiche, si dica come si intende uscire da una gestione commerciale e produttiva a dir poco drammatica che ha aggravato il contesto già complicato e difficile».

Ast e ambiente La capofila Acciai speciali Terni, invece, prende posizione «in riferimento a recenti notizie di stampa, concernenti l’impatto ambientale delle attività siderurgiche» ed «evidenzia che – in ottemperanza a quanto previsto dalla Autorizzazione integrata ambientale (Aia) e nell’ottica di un continuo miglioramento – adotta le migliori tecniche disponibili ed e controllata costantemente dalle Autorita ed Enti competenti, anche attraverso sistemi di ‘monitoraggio in continuo’, risultando in anticipo – a livello nazionale – rispetto ad altre analoghe realtà produttive». 

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