di M. To.
Loro non ce l’hanno tanto con la cooperativa, ma il fatto certo è che le faranno lavorare di meno, in maniera decisamente più ‘scomoda’ e che, alla fine della fiera, prenderanno una paga da fame.
Le ex Lsu Sono le dodici addette ai servizi, dipendenti della Cosp Tecno Service e sulla quali si è aperta una diatriba tra il sindacato Usb e la cooperativa stessa che, va detto per inciso, gestisce il servizio in funzione delle determinazioni che scaturiscono dalla gestione di appalti pubblici.
La polemica Gabriella Falocco, rappresentante del sindacato autonomo Usb, non usa mezzi termini: «I fatti hanno ben presto smentito il presidente della Cosp Tecno Service, le cui dichiarazioni erano state fatte, forse, più per tranquillizzare l’opinione pubblica che per dare concrete risposte di serenità per il futuro delle lavoratrici».
Tagli ai contratti «La riduzione delle ore lavorative – dice Falocco – sarà doppia rispetto a quella annunciata per il personale di Narni, mentre per quello di Terni ci avviciniamo a cinque volte le 3, 4 ore dichiarate. Inoltre il lavoro non ci sarà per tutto l’anno ma solo per 10 mesi».
Il vertice Questo, accusa la sindacalista, «è quello che è emerso dall’incontro, che si è tenuto nella sede della Cosp Tecno Service, per il cambio appalto per le pulizie e servizi ausiliari nelle scuole dove sono impegnati i lavoratori ex Lsu della Provincia di Terni e gli ex Lsu del Comune di Narni, e sono emersi i tagli veri che subiranno le lavoratrici a seguito del passaggio alla gara Consip».
I dettagli Le cinque lavoratrici ex Lsu del Comune di Narni, «dalle attuali 27 ore passano alle 20/21 ore settimanali, subendo cosi ulteriore taglio di stipendio, dopo il taglio fatto 4 anni fa (da 36 a 27), e si passa poi dalle attuali 4/5 giornate di lavoro settimanale alle 6 giornate di lavoro, con buona pace per le economie sulle spese di viaggio; mentre le sette ex Lsu di Terni passano da 36 a 20/21 ore settimanali e anche per loro il lavoro si svolgerà su 6 giorni settimanali con il rischio di dover sostenere un impegno lavorativo per tutta la settimana ma per poco più di 3 ore al giorno e si avranno stipendi sotto la soglia di povertà con grosse difficoltà per la gestione delle famiglie».
La richiesta Gabriella Falocco annuncia che «è già stato sollecitato l’intervento degli amministratori del Comune di Narni e della Provincia di Terni, con la speranza che portino riscontri positivi, mettendo comunque già da ora in conto che potranno essere necessarie ulteriori iniziative di mobilitazione per dare vere certezze di stabilità lavorativa e mantenimento del reddito».
