Lavoratori della Tnt

di M.T.

Parlare di successo, forse, è esagerato. Visto che per la filiale di Terni della Tnt viene confermata la chiusura entro il primo quadrimestre del 2014, ma di sicuro poteva andare peggio, visto che almeno parte del personale sarà ricollocato in filiali limitrofe. Nella tormentata vertenza della multinazionale delle spedizioni, insomma, dopo gli scioperi e la rinuncia, da parte dell’azienda, ai licenziamenti collettivi, si profila un accordo.

Mobilità e ‘cassa’ La fase che si apre ora prevede una procedura di mobilità del personale, con l’’unico criterio della non opposizione del lavoratore (in pratica su base volontaria) e con un incentivo all’’esodo. In contemporanea, ci sarà l’avvio della cassa integrazione in deroga, sia per una riduzione di orario che a ‘zero ore’, che coinvolgerà 928 lavoratori su tutto il territorio nazionale. «Per quanto ci riguarda – dice  Alessandro Rampiconi, per la segreteria regionale della Filt Cgil – prendiamo atto delle positività in essere, ma la vertenza Tnt sarà conclusa solo dopo che si saranno chiariti tutti gli aspetti procedurali, per i quali sono già previsti due incontri per il 31 luglio prossimo, la mattina in sede aziendale e il pomeriggio presso il Mise».

Gli ‘ammortizzatori’ Gli esuberi annunciati dall’’azienda scendono a 554 con una diminuzione, rispetto all’’ipotesi iniziale, di 300 unità, 120 delle quali sono ricollocazioni dalle filiali che chiuderanno: «Dalle assemblee svolte dopo l’’accordo, abbiamo avuto un chiaro mandato a proseguire il confronto e ad insistere almeno per la ricollocazione di tutto il personale diretto impegnato nella filiale di Terni, con la consapevolezza che l’’impatto più importante riguarderà i circa 30 lavoratori dell’’indotto – spiega  Rampiconi – e su questo terreno abbiamo già registrato la disponibilità di Vincenzo Riommi, assessore allo sviluppo economico della regione Umbria, ad aprire un tavolo ad hoc per trovare gli ammortizzatori sociali».

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