La Sangemini

di Marco Torricelli

La proprietà della Sangemini è all’angolo. Dal vertice di mercoledì mattina in Regione sono usciti tutti con questa certezza: gli attuali titolari dello storico marchio di acqua minerale non sono in grado di mettere in campo alcuna strategia per rimettere in carreggiata una macchina ormai fuori controllo. L’unica possibilità è cedere il volante ad un altro pilota.

Si cambia E il possibile sostituto si sarebbe già fatti avanti presentando la sua offerta: «Un grande gruppo italiano del settore», è stato detto nel corso dell’incontro (a Umbria24 risulta che si tratterebbe della famiglia Pessina, che controlla le acque Norda e Gaudianello; ndr) e non si tratterebbe di un’ipotesi di ‘affiancamento’, ma di subentro totale: fuori il gruppo Rizzo-Bottglieri-De Carlini e cambio di strategia. Rilancio dei marchi, ottimizzazione delle produzioni, riposizionamento sui mercati. Tutte cose belle da sentirsi dire, ma che – prima di tutto – dovranno passare il vaglio di banche e tribunale. E di cui poi si dovranno valutare le ricadute. Soprattutto in termini occupazionali.

Le banche Primo passaggio decisivo, si è detto, sarà quello da fare con gli istituti di credito: nemmeno a loro farebbe comodo che la Sangemini sprofondasse nel fallimento, ma è ovvio che non faranno sconti. Anche se un primo confronto, con i possibili acquirenti, sarebbe già avvenuto. La strategia che si sta tentando di attuare, però, sarebbe quella di convincere le banche a concedere almeno un paio di mesi di respiro, permettendo al tribunale di allungare i termini del ‘concordato in bianco’ fino alla fine di settembre. Con l’impegno di utilizzare quel tempo per permettere alla nuova proprietà di presentare il suo piano industriale e di discuterlo con istituzioni e sindacati. 

Le condizioni Inevitabile – giovedì si farà anche nel corso delle assemblee che si svolgeranno alla Sangemini – mettere sui piatti della bilancia tutte le diverse possibilità che, al punto in cui l’azienda è arrivata, si possono prospettare: «Partendo dal presupposto importante – dicono i rappresentanti dei sindacati – che le varie opzioni che ci verranno prospettate, dovranno tener conto che non si parla solo di soldi e di acqua, ma anche i persone, in carne ed ossa. Di famiglie intere che per la loro sopravvivenza fanno affidamento su quel lavoro». Tutto vero e sacrosanto, ma che andrà, appunto, su uno dei piatti della bilancia: sull’altro ci verrà messa, dalla nuova proprietà, la necessità di fare i conti con i bilanci, visto che prenderebbe in mano un’azienda allo stremo.

Il futuro Prima del 26 luglio, che era il termine ultimo – ma che potrebbe diventare penultimo – per la presentazione del piano aziendale da parte della Sangemini, ci sarà di sicuro un altro incontro, che potrebbe anche essere il primo al quale prenderà parte almeno un rappresentante di quella nuova proprietà con la quale, poi, si dovrà trattare il futuro vero.

Questo contenuto è libero e gratuito per tutti ma è stato realizzato anche grazie al contributo di chi ci ha sostenuti perché crede in una informazione accurata al servizio della nostra comunità. Se puoi fai la tua parte. Sostienici

Accettiamo pagamenti tramite carta di credito o Bonifico SEPA. Per donare inserisci l’importo, clicca il bottone Dona, scegli una modalità di pagamento e completa la procedura fornendo i dati richiesti.