di C.F.
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Nessuna risposta dalla Regione per la ricollocazione nella società partecipate di quei lavoratori Isrim, buona parte dei 27 rimasti senza lavoro, che in questa fase non potranno essere assorbiti dalla società pubblica che sta costituendo Asm, quindi il Comune di Terni.
Lavoratori chiedono il licenziamento per beneficiare dell’Aspi Tanto che, spiegano i sindacati, si sta arrivando al paradosso secondo il quale a chiedere entro il 30 aprile il licenziamento al curatore fallimentare, il dottor Francesco Venturi, nominato dal tribunale di Terni, saranno direttamente gli stessi lavoratori chiaramente determinati a non perdere i benefici economici previsti dalla nuova Aspi (assicurazione sociale per l’impiego). Al momento, infatti, con la Regione le interlocuzioni si sarebbero bloccate e i sindacati riferiscono di non conoscere se tra le partecipate dell’ente possono essere, come peraltro era stato deliberato dal consiglio regionale, ricollocate le maestranze ed eventualmente quante unità.
Il silenzio della Regione Dal canto suo il Comune di Terni, al di là del personale, si parla di una manciata di lavoratori, che sarà riassorbito in prima battuta col progetto di salvataggio messo in piedi da Asm, ha già fatto sapere di non poter fare altro. Ma a stringere ulteriormente i tempi è proprio la scadenza del 30 aprile, termine entro il quale occorrerebbe formalizzare il licenziamento per poter usufruire dell’Aspi e non rischiare di lasciare ancora i lavoratori senza reddito.
Cgil, Cisl e Uil In questo senso, i sindacati scrivono: «Tutti gli impegni sostanziati ufficialmente anche da una delibera regionale votata all’unanimità sono rimasti sulla carta e le volontà di gestire positivamente la vertenza non si sono trasformate in fatti, tanto che la richiesta di incontro fatta alle istituzioni regionali, non ha avuto risposta, ma solo qualche rimando. Come organizzazioni sindacali chiediamo quindi coerenza nel perseguire gli impegni presi e coraggio nel voler una volta per tutte, dare il via, oltre al progetto di Asm, mettendo in campo anche azioni concrete volte alla salvaguardia delle professionalità dei lavoratori Isrim».
