di M. To.
Chiedere è lecito e, come si dice, rispondere è cortesia. Gli unici che che lo fanno – rispondere – tra quelli a cui si è chiesto quali sviluppi abbia avuto la questione Ilserv, sono il segretario della Cgil di Terni, Attilio Romanelli e Giovanni Masedu, il responsabile delle risorse umane di Harsco, la multinazionale di cui Ilserv fa parte.
Taglio e proroga La questione è quella che interessa gli oltre 300 lavoratori della Ilserv e che ha infuocato – in tutti i sensi – le ore che hanno preceduto lo sciopero generale. Nella trattativa in Confindustria, se sembra che qualche passo in avanti si sia fatto sull’aspetto economico; con Ast che sarebbe intenzionata a rivedere il ‘taglio’ del valore delle commesse, che potrebbe essere ridotto del 17 e non del 20%, ma anche sulla possibilità di aprire, da parte di Ilserv di una procedura di cassa integrazione, straordinaria e a rotazione tra tutti i dipendenti; resta lo scoglio della durata dell’appalto, in quanto Ast si sarebbe impegnata solo per una proroga di 15 giorni. Cosa che non era piaciuta ai sindacati.
La trattativa Della cosa si è discusso anche nel pomeriggio di venerdì e, mentre Romanelli, lapidariamente, dice che «sabato mattina alle 6 finisce lo sciopero», Masedu spiega che «la situazione è rimasta immutata, ma per quanto riguarda Ilserv i lavoratori sabato mattina possono certamente riprendere il lavoro».
Gli esodi Nella straordinaria giornata di protesta andata in scena a Terni, arrivano anche le conferme relative al fatto che molti lavoratori delle acciaierie hanno accettato di lasciare volontariamente il lavoro, accettando le proposte dell’Ast.
Settanta se ne vanno Mario Ghini, segretario nazionale della Uilm, dice che «a quanto ci risulta sono quaranta i lavoratori che hanno firmato per accettare la mobilità incentivata e trenta il licenziamento incentivato. I posti per la mobilità incentivata – conferma Ghini – erano previsti dagli accordi del 2013 e sono terminati. Quindi chi dovesse uscire da ora in avanti, in assenza di nuovi accordi, lo farebbe con licenziamento incentivato e senza mobilità».
Marini E proprio pensando ai nuovi accordi a cui fa riferimenti il sindacalista che la presidente della Regione, Catiuscia Marini, dice che «Terni è l’Umbria e l’Umbria è Terni. Per questo abbiamo manifestato in maniera unitaria in difesa delle acciaierie di Terni, del futuro della città come della nostra regione, e anche dell’industria siderurgica italiana». La presidente, poi, mette in risalto la «forte e comune volontà delle istituzioni regionali e locali di mettere in atto tutte le azioni possibili affinché innanzitutto possa al più presto riprendere la trattativa tra le parti, perché il futuro delle acciaierie è il futuro della città e della regione. Oggi abbiamo manifestato insieme ai lavoratori, alle organizzazioni sindacali, alla città perché la nostra volontà è quella di arrivare comunque ad una soluzione positiva della vertenza. E affinché ciò possa accadere – ha concluso Marini – come Regione faremo la nostra parte».
Vinti Per l’assessore regionale Stefano Vinti «la grande manifestazione in difesa dell’ Ast di Terni, ha dato una chiara indicazione al governo della necessità e dell’urgenza della riapertura della trattativa con Thyssen Krupp che deve avere un solo obiettivo: il rilancio produttivo delle acciaierie e la salvaguardia dell’occupazione. Una piazza che ha espresso consapevolezza e grande preoccupazione. Da qui bisogna continuare per far sì che questa vertenza assuma i caratteri di una vertenza nazionale ed europea. Infatti non può esistere un paese industriale che dismette il suo principale sito siderurgico: l’Italia manifatturiera ha un futuro solo se le acciaierie di Terni avranno assicurato il proprio futuro».
Paparelli L’Umbria, dice l’assessore regionale Fabio Paparelli, «ancora una volta, ha dimostrato di essere unita nella difesa del lavoro, nella ricerca di soluzioni positive per il Polo dell’acciaio e per politiche coraggiose per lo sviluppo di Terni e della regione, a cui l’Italia e l’Europa devono dare esplicito sostegno. Un ringraziamento particolare va ai lavoratori ed al loro senso di responsabilità dimostrati in un momento così drammatico ed incerto per le sorti del loro futuro. Un ringraziamento va inoltre al prefetto, al questore di Terni ed alle forze dell’ordine per avere contribuito a garantire lo svolgimento di questa grande manifestazione».
