Una linea di produzione di Ast

di M.T.

Mentre si rincorrono voci sempre più allarmate, ed allarmanti, sulla reale situazione economica di Outukpumpu, con il governo finlandese che si è dichiarato non disponibile a contribuire al ripianamento del deficit e con il timore di una fuga degli azionisti; sul fronte ternano si registra solo un silenzio imbarazzato che non lascia adito a particolari ottimismi sul futuro della Acciai Speciali Terni.

Moavero da Almunia Le uniche cose che non mancano sono gli annunci: da quello dell’incontro del ministro Enzo Moavero con il commissario europeo Jaoquin Almunia, in programma per sabato, a quello del 15 ottobre tra la presidente della Regione, Catiuscia Marini, con le istituzioni locali e i sindacati. E poi c’è quello della risposta, prevista per venerdì mattina alla camera dei deputati, all’interrogazione presentata dai parlamentari di Scelta civica, al presidente del consiglio, Enrico Letta e al ministro Flavio Zanonato: «Il governo batta un colpo alla porta della Commissione europea affinché s’impegni concretamente nel sollecitare la vendita di Ast di Terni. Vogliamo che l’azienda rimanga una realtà europea, ma sul suo destino c’è ancora troppa incertezza», afferma il vice capogruppo di Scelta Civica alla Camera, Adriana Galgano.

Chiti e Tajani Nei giorni scorsi, intanto, il presidente della commissione politiche Ue del Senato, Vannino Chiti (Pd) ha incontrato il vicepresidente della commissione europea, Antonio Tajani, proprio sullo stato dell’arte di Ast. «Lo sviluppo, i tempi e le modalità di vendita di Ast sono un nodo industriale di rilevanza strategica sia sul piano nazionale che comunitario – dicono i i senatori democratici eletti in Umbria, Gianluca Rossi, Valeria Cardinali, Nadia Ginetti e Miguel Gotor – ed ora si dovrà svolgere, quanto prima, l’audizione del commissario all’industria, per chiarire le posizioni della Commissione europea e di Outokumpu al fine di giungere rapidamente a una soluzione che tuteli prima di tutto i lavoratori e la qualità delle produzioni della nostra acciaieria. Per questa ragione, non accetteremo soluzioni a ribasso né tantomeno posizioni ricattatorie che si intendano consumare sulla pelle di un asset fondamentale della siderurgia italiana ed europea».

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