di M. To.
Deve essere successo qualcosa. Sicuro. Qualche giorno fa Umbria 24 aveva rivelato che l’assemblea dei soci aveva “preso in esame il documento programmatico messo a punto dal comitato di indirizzo e la faccenda è finita di nuovo male. Con contestazioni e inviti a rimettere mano al documento. E correggerlo”. E il presidente, Mario Fornaci, aveva subito messo al lavoro la segreteria: con un cortese invito per un colloquio.
Il presidente Mario Fornaci, cortesissimo, mi aveva detto che «certo, lei ha delle persone che le hanno riferito queste cose, che sono vere. Ma va tenuto presente che, purtroppo, non abbiamo ricevuto un numero di richieste tali, relative ad iniziative finalizzate allo sviluppo locale, da spingerci a modificare l’impostazione».
Basta passività Anticipando un tema riproposto nei giorni successivi: «Non dobbiamo più assistere passivamente, ma partecipare cercando sempre modalità differenti. Bisogna continuare a stimolare i giovani ed investire nella cultura e nel turismo che saranno il futuro di questa città», aveva spiegato Fornaci.
«Impreciso e fuorviante» Adesso, invece, il presidente scrive che quell’articolo «in alcuni passaggi appare impreciso e financo fuorviante e che l’assemblea dei soci ha invece espresso, come da statuto, all’unanimità, il proprio parere favorevole sul documento programmatico previsionale per l’esercizio 2015».
Le raccomandazioni Però, subito dopo, Mario Fornaci dice che la stessa assemblea ha raccomandato «al comitato di indirizzo di incrementare gli stanziamenti previsti per i settori rilevanti della ‘ricerca scientifica e tecnologica’ e della ‘salute pubblica, medicina preventiva e riabilitativa’, nonché per il settore ammesso e non rilevante dello ‘sviluppo locale’». Toh, lo sviluppo locale. Proprio quello di cui si parlava nell’articolo «impreciso e financo fuorviante».
L’incremento dei fondi Tale raccomandazione, scrive ancora il presidente della fondazione Carit, «è stata successivamente accolta dall’organo di indirizzo, stabilendo contestualmente di dar corso all’incremento dei predetti stanziamenti, nelle misure che saranno ritenute più opportune in relazione alle corrispondenti progettualità, dopo l’approvazione del bilancio consuntivo 2014, mediante redistribuzione di probabili ulteriori disponibilità di bilancio ovvero, all’occorrenza, con l’eventuale utilizzo di risorse accantonate nel fondo stabilizzazione erogazioni. Tanto si doveva per correttezza ed ogni utile».
Il fondo di stabilizzazione Il problema è che, in quell’articolo, si leggeva proprio che in quell’assemblea “si è fatto addirittura notare che, visto che esiste un fondo di stabilizzazione nel quale sono stati fatti confluire 5 milioni di euro, si potrebbe addirittura ipotizzare di sbloccarne una parte per dar vita ad iniziative mirate”. Sì, in questi giorni deve essere successo qualcosa.
