Enrico Cipiccia

di F.T.

I numeri continuano a certificare la crisi anche nel ternano, dove i settori del commercio e del manifatturiero sembrano soffrire più di altri. La flessione riguarda in particolare le produzioni, ben al di sotto della media regionale e nazionale. Gli unici dati positivi vengono dalle esportazioni, soprattutto nei settori della meccanica e dell’elettronica. L’analisi prende spunto dai numeri dell’osservatorio congiunturale realizzato dalla camera di commercio di Terni e dal centro studi di Unioncamere.

Produzione e fatturato giù Nel quarto trimestre del 2012 l’andamento della produzione nella provincia di Terni ha registrato un calo complessivo del 10,4% rispetto allo stesso periodo del 2011. Un dato peggiore sia rispetto al trend regionale (-6,9%) che a quello del centro Italia (-6,7%) e nazionale (-6,1%). In termini di fatturato, a perdere di più sono le industrie del tessile con -17%. In discesa anche i fatturati delle industrie dei metalli e meccaniche (-14,3%) e dell’alimentare (-12,3%). Anche negli ordinativi, Terni si distingue per un calo doppio (-12%) rispetto al dato nazionale. Dal punto di vista delle dimensioni, sembra accantonata ogni differenza fra le imprese con meno di dieci dipendenti e quelle più grandi: la flessione colpisce quasi tutti, in maniera trasversale.

Commercio in ginocchio I numeri dicono che non si è affatto fermata l’emorragia dei volumi di vendita nella provincia di Terni, con un -11,7% rispetto all’anno precedente. Un dato peggiore di quello regionale (-9%) e nazionale (-8,4%). Nel 2012 ben 437 attività commerciali hanno chiuso i battenti. E la situazione per il 2013 non sembra affatto: basti pensare che nei primi due mesi dell’anno in corso hanno già chiuso 134 imprese del commercio. Neppure le festività natalizie sono servite ad invertire il trend, con punte critiche nella vendita al dettaglio di prodotti ‘no food’.

Meno male che c’è l’export Nel quarto trimestre del 2012, tre imprese elettromeccaniche su quattro hanno visto crescere i propri affari con l’estero. In un contesto in cui tutti gli indicatori produttivi registrano il segno ‘meno’, va salutata positivamente anche la stabilità nei volumi di export registrata da oltre la metà delle imprese dei metalli. «I dati ci dicono che la ripresa può arrivare dai mercati esterni, piuttosto che da una realtà interna a dir poco stagnante», spiega Enrico Cipiccia, presidente della Camera di commercio di Terni.

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