Loro stanno lì. Sotto ci sono quelli della Tk-Ast e dentro la sala consiliare del Comune di Terni, adesso, ci stanno loro, i lavoratori dell’Isrim. Che l’hanno occupata. Pure loro. E in quella sala hanno ricevuto le ultime, frammentarie, informazioni.
Soluzione vera? La notizia è di un possibile intervento in extremis – i liquidatori erano intenzionati a ‘portare i libri in tribunale’ e sarebbe il fallimento – e di un ‘vertice’ in Regione dal quale potrebbe emergere una svolta. Da a qui ad ipotizzare una soluzione ce ne passa, ma le speranze sono tornate ad aleggiare.
Umbria Risorse La soluzione potrebbe chiamarsi ‘Umbria Risorse’ e a proporla solo stati la Mascio Ingegneria di Giuseppe Mascio (della Mascio Ingegneria) e Ivano Emili che, a differenza di quanto emerso nelle prime ricostruzioni, non rappresenta Italeaf (che ha definitivamente abbandonato il progetto), ma la sua impresa. Ma con la possibilità che, poi, a loro si affianchi l’Asm. La fase iniziale, cioè, potrebbe essere gestita dal duo Mascio-Emili proprio per dare tempo ad Asm di organizzarsi e, magari, operare un cambio del proprio statuto. Nella seconda fase si potrebbe registrare l’ingresso Asm per fare ricerca nei settori di avanguardia: dalla fibra ottica alle implementazioni per la smart grid.
Progetto da definire La partecipazione di Asm, dicono i sindacati, «ovviamente potrebbe rappresentare un rafforzamento del progetto che, se fosse limitato alle iniziative prospettate fino ad oggi, garantirebbe un recupero occupazionale molto limitato rispetto alla situazione attuale». Attualmente il personale Isrim in ansia è composto infatti da oltre 30 persone.
La cassa integrazione Intanto, però, la Regione ha prolungato per un altro mese la cassa integrazione – peraltro i lavoratori non vedono un euro da aprile, visto che la cassa in deroga che hanno ottenuto non è andata oltre il primo trimestre dell’anno – e questo potrebbe permettere di lavorare per mettere a punto i dettagli della possibile strategia di prosecuzione dell’attività.
Attrarre iniziative Che, dicono ancora i sindacati, «potrebbe permettere di attrarre nuove iniziative sul polo ternano e, anche, di far riavvicinare soggetti, anche importanti, che dopo essersi avvicinati all’Isrim, hanno fatto marcia indietro».
La multinazionale Si chiama Dnv-Gl ed è una realtà importante, a livello mondiale, nella certificazione. Sul suo conto erano circolate strane voci: che si era fatta avanti per avere informazioni – era stato detto – ma che gli era stato risposto che, insomma, forse era meglio se lasciava perdere. La storia è decisamente fumosa e non è escluso che possa regalare qualche novità.
I liquidatori Per il momento, insomma, i liquidatori non porteranno i libri contabili in tribunale, ma, spiegano «si tratta solo di un rinvio, perché di fatto Isrim, in quanto tale, non può far altro che fallire. Diverso è il discorso relativo al personale, dei locali e delle strumentazioni tecniche, di proprietà regionale, che ovviamente potrebbero essere coinvolti nella nuova esperienza».
I tempi Il protocollo di intesa, in Regione, potrebbe essere siglato entro la giornata di venerdì: «E noi – dicono i lavoratori che hanno occupato la sala consiliare del Comune – resteremo qui fino ad allora». Vista l’aria sarà il caso che si pensi ad un servizio di prenotazione: quella sala consiliare rischia di avere molti clienti.
