Il clima, intorno all’Isrim di Terni, adesso si fa rovente. E la battaglia diventa politica, con la minoranza in consiglio regionale che, con Raffaele Nevi, parla dello «scandalo più grosso della consililatura».
L’informativa Giovedì, attacca il capogruppo di Forza Italia, «era prevista in consiglio regionale l’informativa dell’assessore Riommi sull’Isrim. L’assessore non c’era, ma non si è preoccupato di delegare qualche collega o di pregare la presidente di intervenire su una questione importante che passerà alla storia come – appunto – lo scandalo più grosso della consiliatura».
La cooperativa Ancora oggi, rincara Nevi, «si parla di fumose ipotesi di cooperative che mi pare mancano di quella concretezza che invece servirebbe quando si parla di una nuova attività imprenditoriale. Il tempo scorre e tutto fa presagire che la Giunta regionale abbia già deciso di mollare questa realtà al suo triste destino».
I lavoratori L’idea della cooperativa, com’è noto, non piace molto ai lavoratori di Isrim, secondo i quali «assomiglia più ad una trovata pubblicitaria che ad un reale sforzo della proprietà dell’istituto di salvaguardare le competenze ed i posti di lavoro» e l’avevano definita una «proposta non congrua», perché «vaga, fumosa, senza un minimo piano industriale, con intenti tracciati solo a grandi linee e troppo generalisti».
Il sindaco Leopoldo Di Girolamo, il sindaco di Terni, aveva promesso che «a fine settimana si farà il punto sulla situazione e si valuteranno, anche sulla base degli atti d’indirizzo approvati dal consiglio comunale e degli ultimi avvenimenti, le diverse strade per garantire un futuro ai lavoratori dell’istituto. Sul tappeto le possibilità offerte da Gepafin e Sviluppumbria e la creazione di cooperative che possano consentire ai dipendenti di continuare a svolgere le stesse attività, senza portarsi appresso il peso della situazione debitoria».
