Un cementificio

di Marta Rosati

Tutto come previsto. Giovedì 2 aprile si è tenuto un ulteriore tavolo di confronto tra vertici aziendali, Rsu e sindacati ed è stato finalmente tracciato un quadro definitivo della ‘partita’ che si è aperta sulla riorganizzazione complessiva del gruppo. Come era già trapelato il 6 marzo scorso, nel ‘vis à vis’ tra le parti nessun muro contro muro, bensì la disponibilità a valutare, rivisitare e correggere in un clima di apertura e serenità.

Accordo «Abbiamo chiuso un accordo sindacale – afferma soddisfatto Cristiano Costanzi di Fillea Cgil – che prevede il criterio della non opposizione fino al 5 giugno». Da questo momento in poi, dunque, le figure professionali individuate dall’azienda come esuberi, hanno la facoltà fino di aderire volontariamente all’uscita avendo accesso agli incentivi all’esodo. «Se entro la data stabilita l’Unicalce non riceve richiesta di allontanamento volontario – chiarisce Costanzi – procederà liberamente ai licenziamenti; a quel punto verrebbero meno i diritti agli incentivi».

Esuberi «Venendo ai numeri – prosegue il sindacalista – la procedura, aperta dall’azienda con un totale di dipendenti in esubero pari a 38 unità, si è ridotta a 25 in una prima fase di revisione fino a chiudersi a 22, su scala nazionale. Nel concreto – precisa Costanzi – di fatto gli esuberi possono essere considerati 19, visto che 3 delle figure individuate sono prossime al pensionamento». Il tutto chiaramente frutto di una lunga trattativa fatta di proposte e controproposte motivate, che hanno spinto l’azienda a riconoscere, all’interno della riorganizzazione politica del gruppo, spazi di manovra meno punitivi di quelli inizialmente previsti.

Terni Di conseguenza, anche per quello che riguarda la Conca, le conseguenze del riassetto Unicalce non saranno drammatiche. «Dei 14 esuberi preventivati all’apertura della procedura – racconta ancora il segretario di Fillea-Cgil – dopo approfondimenti, disamine e discussioni varie siamo riusciti a convincere l’azienda a chiudere a 9, all’interno dei quali c’è una persona vicina alla firma di un accordo che ridurrà semplicemente l’orario di lavoro, altre due figure vengono mantenute in esubero perché hanno già diritto alla mobilità per l’avviamento alla pensione». Su scala territoriale, dunque, i licenziamenti riguarderanno solo 6 dipendenti; nello specifico 5 lavoratori a Narni e 1 a San Pellegrino.

Soldi «Gli incentivi all’esodo – prosegue Costanzi – anche questi frutto della trattativa sindacale, sono buoni, in linea con quelli del settore del cemento». Le somme, nel dettaglio, sono variabili perché calcolate in base al Cud di ciascun lavoratore, alle quali si aggiungono delle cifre, anche queste variabili, a seconda dell’età del dipendente in uscita e del numero dei membri componente il nucleo familiare. «Ad ogni modo – chiosa Costanzi in conclusione – un accordo sugli ammortizzatori sociali che, di questi tempi, può essere considerato apprezzabile».

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