di Fabio Toni
Storie di chi non ce la fa più. Quelle di Sabrina Guidarelli e Simonetta Antinucci, due commercianti del mercato coperto di largo Manni. «Qui non si lavora e nessuno ci dà una mano. Troppe promesse cadute nel vuoto. In questa situazione, non ci rimane che chiudere».
La storia di Sabrina «Quanto ho incassato oggi? Cinque, dieci euro al massimo». Gli affari vanno male e le bollette si accumulano. Tre, relative all’energia elettrica, per un totale di 830 euro. «Quelle, fra contanti e cambiali, sono riuscita a saldarle – racconta – Ora l’arretrato è di 570 euro e non so come fare. Quando mi staccheranno la corrente, restituirò le chiavi del box. Non ho altra scelta». Lei, separata con due figli, è titolare di un negozio di alimentari: «In queste condizioni non posso assicurare una vita dignitosa ai miei figli. Ho già venduto tutto quello che avevo, incluso l’oro, e oggi non ho più nulla».
E quella di Simonetta Vende scarpe da 18 anni. Ma anche Simonetta Antinucci sta pensando seriamente di chiudere e andarsene: «senza incassi, ho iniziato ad accumulare arretrati con l’Inps. Tanto che ad oggi non sono riuscita ad ottenere il Durc (documento di regolarità contributiva; ndr). Il mio futuro qui dipende anche dal fatto se riuscirò o meno a risolvere questo problema».
Quella scatola Entrambe si sono trasferite nella ‘scatola arancione’ di largo Manni dopo la chiusura del vecchio mercato coperto. «Il comune ci ha mandate via da la promessa che non avremmo dovuto pagare un euro per il trasferimento – racconta Sabrina – I costi invece ce li siamo dovuti sobbarcare tutti noi. Ci avevano parlato di un rimborso per i box che molti di noi, negli anni, avevano acquistato nel vecchio mercato. Qualcuno se l’era anche dovuto costruire. Finora non c’è stata alcuna perizia e temiamo si tratti dell’ennesima promessa destinata a cadere nel vuoto».
Le lamentele Le due commercianti non trovano molti aggettivi diversi da «male», per descrivere gli affari nella nuova location. «Il parcheggio – spiega Simonetta – è utilizzato da tutti, residenti e lavoratori della zona, meno che dai clienti. Che infatti non ci sono. La struttura, poi, mostra già alcune crepe. Gelida in inverno e caldissima d’estate. Quando piove più del normale, saltano i tombini interni. E anche il parcheggio diventa una laguna». Le proposte lanciate al comune, finora non hanno trovato un riscontro: «Serve una segnaletica diversa per far sapere alla gente che qui c’è un mercato. Serve una navetta che permetta alle persone di arrivare e un parcheggio che sia regolamentato, a pagamento, ma non per i clienti. Purtroppo in quest’area non c’è nulla di attrattivo. Finora la politica ha sempre favorito la grande distribuzione. E noi paghiamo le conseguenze di questa scelta».
