Presidio dei lavoratori k4up (foto Marta Rosati)

di M.R.

Tornano a farsi vedere e sentire gli operatori del call center di via Bramante, stavolta senza striscioni né bandiere di alcuna sigla sindacale, solo con la preoccupazione per il futuro, la delusione e la rabbia per la vicenda che li ha visti protagonisti. Lunedì mattina, nei pressi dell’azienda, una delegazione dei 70 lavoratori che non hanno ceduto alle lusinghe della proprietà è tornata a chiedere gli stipendi arretrati: nella lista degli accrediti, manca la mensilità di febbraio.

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Difficoltà economiche Non si tratta di uno sciopero, visto che l’azienda ha sciolto lo stato di agitazione, piuttosto la rivendicazione di un diritto, quello della retribuzione commisurata al lavoro svolto. Mezza mensilità di gennaio è stata versata nei conti degli operatori del call center solo l’ultimo giorno di marzo. Allora, la proprietà aveva fatto sapere che avrebbe pagato lo stipendio di febbraio al 30 aprile, quindi più o meno con lo stesso ritardo ma stavolta le tasche sono rimaste vuote e tra i 70 c’è chi ha figli da mantenere, bollette arretrate e mutui da pagare.

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Sindacati E non c’è accordo che tenga. Come è stato raccontato ad Umbria 24, coloro che hanno scelto di non riprendere l’attività non solo non si fidano più dell’azienda per le promesse disattese ma hanno rotto anche con i sindacati, i quali avrebbero aperto un nuovo tavolo di accordo con i vertici k4up a tutela degli operatori che hanno ripreso l’attività. «Non possiamo rientrare per lavorare gratis come gli altri hanno scelto di fare – affermano i manifestanti – quando riusciranno a vedere i soldi che gli spettano loro?».

No al rientro Chi ha scelto di rimanere fuori chiaramente non se ne sta con le mani in mano, si sta guardando attorno e cerca di ricostruirsi una vita cercando un lavoro altrove, accontentandosi di impieghi assolutamente precari ma lasciando integra la propria dignità. Qualcuno racconta: «Non potevo accettare un contratto penalizzante, come quello che l’azienda mi aveva proposto; ho acquisito professionalità negli anni, la proposta della proprietà è stata irrispettosa».

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