La sede del'Asm

Ambiziosi, ma non per questo irraggiungibili. Così i sindacati di categoria di Cgil, Csil, Uil e Ugl, definiscono gli obiettivi che l’Asm di Terni ha presentato loro, insieme al nuoco consiglio di amministrazione. Ma denunciano anche le criticità.

La ricerca Sul piano della ricerca c’è la conferma che «Asm sta sviluppando un importante progetto che passa per la partecipazione alla società che sta tentando di rilevare l’attività dell’Istituito superiore di ricerca sui materiali speciali (Isrim), con il duplice obbiettivo di ampliare la propria attività e, al tempo stesso, contribuire al salvataggio di alcuni posti di lavoro, altamente qualificati, che altrimenti andrebbero perduti. L’interesse per la ricerca nasce proprio dalla rinnovata vitalità di Asm sul fronte delle nuove frontiere tecnologiche delle Smart Grid e City Grid e la necessità di una ricerca tecnologica e di applicazione di nuovi materiali».

Le collaborazioni Secondo i sindacati è importante che sia stato «recuperato un buon rapporto con l’Enel, che sta comportando la realizzazione di progetti congiunti fortemente innovativi sul territorio, grazie soprattutto alla grande professionalità del personale Asm». Tutta «ancora da giocare la questione della gara per la gestione del gas, che sta registrando grandi ritardi, ed imbrigliata ancora nella costruzione delle alleanze». Mentre c’è «soddisfazione per la gara dell’Ati4 Umbria in ambito Aambientale che Asm, con Cosp Tecnoservice si è aggiudicata. Ottimo risultato sul piano occupazionale per 15 anni, questa la durata dell’affidamento del servizio».

Le criticità C’è, però, denuniano i sindacati, «il problema dei flussi di cassa e di tenuta dei conti nei confronti delle banche, che potrebbe a mettere a rischio i progetti di Asm. Molti sono i motivi. Ad esempio la presenza di situazioni imbarazzanti sul tema della morosità: la sola Ast deve 3 milioni di euro, mentre solamente da qualche mese la rateizzazione dei crediti nei confronti del SII, ha permesso di liberare risorse per fare altri investimenti necessari».

Comuni riottosi Un’altra forte preoccupazione «rispetto alla tenuta aziendale è causata dalla mancata corresponsione di quanto dovuto per il servizio svolto, da parte di cinque Comuni dell’Ati4 (Porano, Castel Giorgio, Montegabbione, Monteleone di Orvieto e Alviano) che, a tutt’oggi, non hanno inteso firmare il contratto di servizio previsto dalla gara. Tutti i mesi Asm è chiamata a far fronte per gli stipendi dei lavoratori che svolgono il servizio di igiene mmbientale senza riscuotere un centesimo. Con gravi ripercussioni nei confronti dei propri fornitori che subiscono, a loro volta, gravi ritardi sui pagamenti».

Le responsabilità Secondo i sindacati dalle colpe «non è esente lo stesso Ati4 Umbria, che non pare essere intenzionata ad intervenire, mentre se ne richiede una presa di posizione immediata affinché quegli amministratori dei Comuni inadempienti recuperino da subito la loro posizione saldando il debito con Asm e provvedendo, poi, puntualmente a versare il dovuto. Ulteriori ritardi non potranno essere tollerati dai lavoratori di Asm che si riservano di intraprendere iniziative atte a garantire la vita alla propria azienda. Il sindacato chiede e si aspetta un’immediata convocazione da parte di Ati4 Umbria tesa a sanare questa situazione intollerabile».

La Regione Come è assordante, secondo i sindacati, «il silenzio della Regione dell’Umbria di fronte al tema complessivo dei servizi regionali, che vedrebbero proprio la necessità di un percorso di gestione unica regionale, come minima dimensione utile a raggiungere una compatibilità economica, valorizzando magari le esperienze presenti, evitando di farle soccombere sotto l’assedio di qualche colosso esterno che aspetta solo il presentarsi delle criticità».

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