Leopoldo Di Girolamo

di Marco Torricelli

Una proposta «a cui dare ascolto». Il sindaco di Terni, Leopoldo Di Girolamo, ha letto con attenzione le dichiarazioni del segretario della Cgil ternana, Attilio Romanelli, che chiede alla fondazione Carit – e in generale al sistema delle fondazioni bancarie regionali – di stornare almeno una parte dei fondi utilizzati per l’acquisto di titoli (complessivamente più di un miliardo di euro) per la costituzione di un ‘fondo rotativo’ di supporto alle imprese.

Il sindaco Di Girolamo dice che «effettivamente potrebbe essere un buon sistema che, fatte salve le garanzie per il patrimonio della fondazione Carit, rappresenterebbe un’importante iniezione di fiducia per il settore della piccola e media impresa locale che, ce lo dicono le stime ufficiali, soffre più che altrove per i morsi della crisi». Un ‘fondo rotativo’ ben regolamentato, secondo il sindaco, «è senza dubbio un’idea che – le esperienze avviate dalla Camera di commercio neo sono una dimostrazione – va presa in considerazione e studiata con attenzione»

La proposta Romanelli aveva detto che un modo per reperire delle risorse importanti, con le quali contribuire al finanziamento di iniziative imprenditoriali serie, si potrebbero reperire «chiedendo alle fondazioni bancarie di mettere in circolazione almeno una parte di quei fondi che, invece, queste tengono immobilizzati o, meglio, investono – in titoli e partecipazioni – per ottenere dei rendimenti. Operazioni di pura speculazione, insomma, mentre a mio avviso quei capitali potrebbero essere utilizzati per dare slancio all’economia locale».

La fondazione Carit E il segretario della Cgil di Terni aveva puntato il dito, in particolare sulla fondazione Carit, ma non solo si di essa, «visto che utilizza circa 150, i milioni di euro per ‘immobilizzazioni finanziarie’ e ‘strumenti finanziari non immobilizzati’. Visto che in Umbria le fondazioni sono otto, a determinare il totale si fa presto». Almeno una parte di quei soldi, secondo Romanelli «si potrebbe decidere di metterli a disposizione, sulla base di progetti giudicati realizzabili, per tempi certi e con i giusti interessi, del sistema delle imprese locali».

L’assemblea Il sindaco Di Girolamo promette di fare propria l’idea del sindacato: «Certamente ne parlerò con il presidente Fornaci», promette. Ma non solo: «Il Comune di Terni, come altri enti locali – spiega – è rappresentato nell’assemblea della fondazione Carit e credo che quell’organismo debba essere investito del problema ed affrontarlo. Faremo in modo che ciò avvenga».

Il ‘fondo rotativo’ Meno possibilista, il sindaco, sul possibile coinvolgimento nell’iniziativa suggerita dalla Cgil, di altri soggetti come Sviluppumbria e Gepafin «che per statuto e obiettivi – dice Di Girolamo – fanno già altro», mentre considera «molto interessante l’idea di coinvolgere l’intero sistema ragionale delle fondazioni bancarie, dando vita ad un circuito più ampio e, per questo, in condizione di mettere a disposizione un capitale complessivo decisamente più cospicuo».