Enrico Melasecche

di M.T.

Una mitragliata di accuse. Ad altezza d’uomo. Visto che si parla espressamente di «cessione, illegale, a trattativa privata, a prezzo politico, notevolmente più basso di quello di mercato, della più bella area commerciale di proprietà del comune, tre ettari fronte Marattana, in barba alle leggi ed al regolamento Paip».

Edilstart A ‘sparare’ è Enrico Melasecche, capo gruppo dell’Udc in consiglio comunale, dopo che è diventata ufficiale la revoca dei permessi a costruire concessi alla Edilstart, che non ha rispettato i tempi (un anno) entro i quali iniziare i lavori: «Le irregolarità su questa vicenda sono moltissime – afferma Melasecche – e risulta indiscutibile la volontà dell’amministrazione, quella Raffaelli ma anche di quella Di Girolamo, nel voler comunque testardamente favorire in tutto e per tutto i privati che si sono succeduti dietro quella sigla».

Le aree Si parla di una superficie di quasi 30mila metri quadrati, destinati per il 55% a servizi e per il 45% ad uso commerciale. E proprio questa è la faccenda più controversa, visto che la ‘promessa’ era che la parte del leone l’avrebbero fatta Decathlon e Pittarello, con l’apertura di due mega punti vendita – con relativi posti di lavoro – mentre si favoleggiava di non meglio identificati ‘incubatori’ di nuove imprese nell’area restante. Niente da fare. Almeno pare.

La magistratura «Sia chiaro, una volta per tutte – attacca Melasecche – che se la Decathlon o la Pittarello avessero voluto insediarsi a Terni avrebbero potuto farlo tranquillamente chiedendo loro, direttamente, al comune quelle aree. Presentando loro un progetto industriale serio. Perché allora il comune, se voleva realmente creare posti di lavoro, ha voluto in tutti i modi far intermediare la Edilstart? A queste domande la saggezza popolare normalmente dà risposte chiare, ma dovrebbe essere la magistratura a scoprire ciò che un consigliere comunale ha dichiarato in decine e decine di documenti ufficiali».

Le contraddizioni Quello che emerge oggi, dopo che una ‘determina’ di Marco Fattore, dirigente di palazzo Spada, ha reso ufficiale la cosa è, secondo Melasecche, doppiamente grave, «perché ammette esattamente il contrario di ciò che l’assessore allo sviluppo economico, Sandro Piermatti aveva viceversa, peraltro con sussiego, dichiarato pochi giorni fa. E cioè che i lavori erano iniziati regolarmente entro i termini legali, che tutto era a posto, mentre l’erba era alta, una delle due aree non era neanche recintata, ed i ‘plinti’ realizzati erano dei volgarissimi capisaldi posti in opera per far finta che tutto fosse a posto».

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