lunedì 30 marzo - Aggiornato alle 22:53

Terni, crisi Treofan. Sindacati: «In un anno persi tre quarti del carico ordini»

La lettera a ministero e Regione: «Unica soluzione trasferire gli impianti di Battipaglia»

Mancanza di ordini, organico non reintegrato, rapporti sindacali inesistenti. Aumenta la preoccupazione per la situazione dello stabilimento Treofan-Jindal di Terni.

La lettera Lo scrivono i sindacati in una lettera inviata a ministero e Regione. «Auspichiamo che l’azienda prenda in considerazione il possibile contributo a fondo perduto che potrebbe essere messo in campo dalle Regione – scrivono in una nota Filctem Cgil, Femca Cisl e Uiltec Uil – insieme ad altre opportunità legate alla filiera di produzione dei tabacchi e restiamo in attesa di una celere convocazione da parte del Mise».

Le tappe La crisi comincia dopo l’acquisizione di Treofan Italy da parte di Jindal, ricostruiscono i sindacati. Acquisizione a seguito della quale ci fu la dichiarazione di chiusura di Battipaglia e la presentazione di un piano industriale triennale per Terni, composto da poche slides. Quest’ultimo prevedeva, tra l’altro, l’armonizzazione dei prodotti laccati tra gli stabilimenti del gruppo. Di questi alcuni sono stati trasferiti a Virton e Brindisi, altri sostituiti con quelli Jindal. Il risultato ad oggi vede lo stabilimento di Terni pagare la conseguenza di queste scelte con continui fermi per mancanza ordini: «A gennaio 2019 il carico ordini era stato di 1000 tonnellate, a gennaio 2020 di 240 tonnellate. Oltre a non aver colmato i vuoti produttivi, sembra evidente, il disinteresse a potenziare l’unica specialties importante rimasta che è quella del tabacco» aggiungono.

L’ipotesi Un segnale per attestare la volontà di mantenere in vita lo stabilimento, sarebbe quello di trasferire gli impianti già presenti a Battiglia su Terni e non altrove, visto che nella cessione del sito campano non è contemplata la necessità di quei particolari macchinari e visto che gli stessi impianti sono di proprietà di Treofan Italy e non di Jindal. Per quanto concerne gli organici, come detto più volte, il numero dei 151 dichiarati al MISE non si è mantenuto, in quanto l’oganico non è stato reintegrato, questo ha obbligato i lavoratori ad effettuare un elevato numero di prestazioni straordinarie.

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