Le due 'anime' di Aidas a confronto. Foto archivio

di Marco Torricelli

Una cosa è certa: non c’è niente da fare. Tra le cooperative ternane impegnate nelle attività sociali sarà impossibile trovare un modo per convivere senza farsi la guerra. La dimostrazione ‘plastica’ si è avuta lunedì pomeriggio quando, in apertura dei lavori del consiglio comunale, le lavoratrici ed i lavoratori hanno esposto dei cartelli di protesta.

Due fazioni Il problema e che, quelle lavoratrici e quei lavoratori, erano divisi in due gruppi. Contrapposti tra di loro. Anche se in entrambi erano presenti soggetti – ovviamente con pareri diversi – interessati al passaggio di personale dalla cooperativa Aidas alla Actl, in seguito all’aggiudicazione, da parte della seconda, di un appalto con la Asl2, che già aveva provocato polemiche. Fazioni, peraltro fluide e che hanno fatto registrare più di un cambiamento di fronte, che si erano già trovare su fronti diversi nei mesi passati.

La contestazione La neo presidente dell’Aidas, Patrizia Gregori, aveva contestato, nei giorni scorsi, le procedure seguite dalla Actl per ‘assorbire’ parte del personale, protestando per il mancato rispetto della clausola di salvaguardia dei lavoratori (prevista dall’articolo 37 del contratto di lavoro), «sposando – dice il segretario della Uil ternana, Gino Venturi, la posizione precedentemente espressa solo dal nostro sindacato di categoria». Venturi, poi, rincara la dose: «Solo una parte del personale è stata assunta, peraltro con criteri contestabili e con contratti di lavoro a tempo determinato».

La replica Sandro Corsi, presidente di Actl, non ci sta: «La documentazione relativa al personale, che Aidas ci ha inviato solo su nostra espressa richiesta – replica – era incompleta e, siccome il vincolo a cui si fa riferimento deve tenere conto dei dati storici sul personale, che non ci è stato fornito, siamo stati costretti a fare delle scelte. Che ora ci vengono contestate con motivazioni che non comprendiamo». Quanto ai contratti, Corsi garantisce che «si tratta di una questione formale, perché Actl ha tutte le intenzioni di trasformare quei contratti, da ‘tempi determinati’ a ‘indeterminati’».

I sindacati A supporto delle tesi di Corsi c’è una nota, dei sindacati di categoria di Cgil e Cisl, nella quale si legge che «la documentazione fornita dalla cooperativa Aidas è risultata essere non corrispondente alla reale situazione lavorativa esistente e quindi insufficiente per l’applicazione dell’articolo 37». E questo mette le due sigle – la Cgil peraltro era stata molto decisa nel contrastare il vecchio consiglio di amministrazione di Aidas, sostituito il 23 agosto scorso – in netta contrapposizione anche con la Uil.

I numeri La battaglia, peraltro, è anche sui numeri: «Su 46 soci lavoratori aventi diritto all’assunzione – si contesta da parte di chi è rimasto fuori – la Actl ne ha presi soltanto 26, ai quali si sono aggiunte quattro persone, esterne, che non avevano alcun diritto», ma è sempre Sandro Corsi a replicare che «le assunzioni sono state 32 e tutte con il massimo rispetto dei requisiti necessari». A ben vedere sarebbe sufficiente che trovasse risposta, soprattutto per evitare il continuo ‘botta e e risposta’, la domanda posta dalla stessa presidente di Aidas, Patrizia Gregori, che ha invitato «le autorità a compiere gli accertamenti di competenza, perché ritengo che a questo punto l’Asl2, la Direzione territoriale del lavoro e il Comune di Terni, nei rispettivi ruoli,  non possano esimersi dallo svolgere pienamente il proprio ruolo ed assumersi sino in fondo le proprie responsabilità».

Le questioni Ma quella che appare alla superficie, in realtà sarebbe solo una parte – drammatica, perché vede contrapposte persone che, peraltro, da una decina di mesi non percepiscono nemmeno lo stipendio – di un complesso intreccio di questioni  che, a ben vedere, riguardano anche il possibile futuro dell’intero sistema relativo all’assistenza: con la trattativa in corso tra Aidas e un grande gruppo nazionale come la Kos di Carlo De Benedetti, che punta sulla struttura, appena inaugurata, di Collerolletta, per sbarcare nel ternano; ma anche con le frizioni che sarebbero già insorte nel nuovo consiglio di amministrazione della stessa Aidas e che vedrebbero la neo presidente a rischio sfiducia. Dopo poco più di un mese.