di Francesca Mancosu
Alienazione. Sembra questo il destino delle strutture di Collescipoli che fino a due mesi fa hanno ospitato la facoltà di Economia dell’università di Perugia, trasferita d’ufficio a San Valentino.
Le spese Strutture per le quali, secondo i dati forniti dalla Direzione dello sviluppo economico, fra il 2001 e il 2011 il Comune di Terni ha speso circa tre milioni di euro in lavori di adeguamento funzionale Di questi, 1 milione e 104 mila euro sono serviti per il recupero e restauro di Palazzo Gelasi, 360mila per Palazzo Catucci, 190mila per l’allestimento di due prefabbricati, 1 milione e 350mila euro per l’ex convento di Santa Cecilia.
Il bando Tra le ipotesi emerse in consiglio comunale, in risposta ad un atto di indirizzo sul recupero e la funzionalità del chiostro di Santa Cecilia e Palazzo Catucci, ristrutturati a spese del Comune proprio per far posto alle aule universitarie, c’è quella di Leo Venturi (Terni Oltre), supportata anche dall’assessore Sandro Piermatti. «Occorre verificare se queste strutture siano attrattive per i privati, se possano cioè diventare strutture autofinanziabili; si potrebbe anche valutare l’alienazione, magari mantenendo la possibilità di un’utilizzazione sinergica tra privati e comune». Di fronte alla prospettiva per Collescipoli di trasformarsi presto in un borgo fantasma, una delle strade percorribili, secondo Piermatti, potrebbe essere il ricorso ad un bando aperto a soggetti privati che intendano aprire delle attività economiche nel borgo, che con la chiusura della sede universitaria ha visto calare definitivamente anche le saracinesche della pizzeria e dell’edicola. Un bando però provvisto di paletti, assicura Piermatti, «dei quali possiamo discutere anche attraverso un atto d’indirizzo, ma bisogna essere coscienti che di contenitori ce ne sono in quantità, non solo su Terni».
Cittadella della musica Di altro avviso alcuni consiglieri comunali che vedono nelle strutture di Collescipoli proprio dei possibili ‘contenitori” per le attività culturali del territorio. Se per Riccardo Giubilei (Pd) le ex-aule potrebbero ospitare master universitari, per Cinzia Fabrizi (Lb) potrebbe essere buona l’idea di trasformare il borgo medievale in «una cittadella della musica secondo quanto propongono alcune associazioni, proprio partendo dalla sua vocazione e dalla sua storia, dalla presenza degli organi storici, e dalla presenza in città del Briccialdi, ma occorre comunque una pianificazione».
Programmazione A preoccupare, dopo i milioni di euro spesi per il recupero del borgo – dal restauro dei palazzi Catucci e Gelasi e del chiostro di Santa Cecilia all’arredo urbano – è la mancanza di sostenibilità economica delle ipotesi presentate per riconvertire i locali dell’università. «Per valutare la situazione – assicura Piermatti – insieme al sindaco abbiamo avviato una fase d’ascolto con le associazioni e le realtà territoriali. Riguardo ai progetti che ci sono stati proposti, occorre verificarne la sostenibilità economica, compreso quello della cittadella musicale». E a quanti imputano al Comune una cattiva gestione del polo universitario e la mancanza si programmazione, Piermatti risponde che «la chiusura della sede di Collescipoli è una scelta dell’università di Perugia. Noi abbiamo solo potuto prenderne atto. Dopo il restringimento dell’attività formativa, la struttura di San Valentino è logisticamente più idonea, e va incontro ad un’esplicita richiesta avanzata dagli studenti e dai docenti».
