di M.R.
Per il cosiddetto caso InViaggi le parti si sarebbero dovute incontrare lo scorso mese, dopo 30 giorni di congelamento della questione ma dalla Regione pare non sia stata inviata ancora alcuna convocazione, anche se il tavolo dovrebbe comunque riunirsi a questo punto entro fine anno.
Il sit in dei lavoratori InViaggi L’ultima ‘puntata della vertenza’ risale allo scorso 25 ottobre quando, proprio di fronte agli uffici regionali di Terni, nel piazzale Bosco, i lavoratori organizzarono un sit-in contro il licenziamento collettivo annunciato dai vertici dell’azienda; unico tour operator in Umbria, con oltre trenta anni di storia alla spalle. Un’esperienza nata per iniziativa dell’imprenditore Renato Martellotti, tuttora presidente del Cda, che pareva destinata al tramonto dopo i primi effetti di una crisi che iniziò a farsi sentire già nel 2008 e che di recente aveva portato l’azienda a ricorrere più volte alla cassa integrazione.
Licenziamenti InViaggi Dalla procedura di mobilità per 35 dipendenti su 44 si era arrivati, grazie alla mediazione di Filcams Cgil e Uiltucs Uil, all’apertura di un tavolo regionale. I due sindacalisti Matteo Lattanzi e Massimiliano Ferrante riferirono di aver proposto a patron Martellotti una strategia salva-occupazione, con una drastica riduzione degli esuberi alla quale avrebbero compartecipato i lavoratori, con sacrifici salariali. Da allora la InViaggi ha riconosciuto la centralità del tavolo di confronto aperto in Regione e annunciato un obiettivo di rilancio dell’attività del tour operator, ma è ovvio che il tutto va formalizzato attraverso l’ufficializzazione di un piano industriale da parte di Martellotti e soci ed è proprio per questo che tra dipendenti e sindacati c’è attesa di un nuovo incontro; la trattativa, salvo complicazioni, riprenderà.
@martarosati28
