Le acciaierie ternane (foto U24)

di Marco Torricelli

L’impressione è che tutti ne parlino senza dire fino in fondo le cose che sanno. O, forse, non le sanno proprio. Sulla cessione di Ast, imposta ad Outokumpu dalla Commissione europea, ma diventata una storia infinita. L’incertezza resta l’unica certezza. E le ultime parole pronunciate dal governo italiano non aiutano. 

La proroga Marco Pucci, l’amministratore delegato di Ast, venerdì scorso – intervenendo all’inaugurazione della mostra fotografica sulla storia dell’Ast – ha ribadito che «la cessione avverrà entro dicembre e l’acquirente non potrà che essere uno dei soggetti in campo». Il favorito resta Aperam, ma in un’interrogazione presentata dal senatore Gianluca Rossi ed altri del Partito democratico, si ripropone il tema di una possibile ulteriore proroga concessa, ad Outokumpu, per la cessione.

Le domande I senatori del Pd, dopo aver ricordato, per l’ennesima volta, lo stato dell’arte, chiedevano al presidente del consiglio e al ministro dello sviluppo economico «se il governo sia stato informato dell’iniziativa della proroga concessa dalla Commissione europea alla società Outokumpu fino al primo trimestre 2014 per completare la procedura di cessione della AST» e «quali siano le ragioni che avrebbero indotto la Commissione a concedere questa ulteriore proroga e se non ritenga necessaria, al contrario, una rapida chiusura della procedura di disinvestimento che preservi il valore della Ast e le condizioni per lo sviluppo futuro della medesima azienda».

Le iniziative Le cose che si chiedevano, poi, erano le iniziative predisposte «per assicurare il mantenimento dei livelli di competitività, di produttività ed occupazionali del sito di produzione di Terni; per risolvere la situazione d’incertezza sul futuro di Ast; per assicurare ai lavoratori e alle istituzioni locali che l’azienda non sarà acquisita con scopi diversi rispetto alla prospettiva di valorizzazione e sviluppo del sito».

Il governo A rispondere è stato il sottosegretario Claudio De Vincenti che, però, sulla questione della proroga non ha detto nulla di definitivo, limitandosi a ripetere concetti già espressi altre volte: «Il governo ha ricordato la necessità non solo che la vendita sia effettuata senza ulteriore indugio» e che «in mancanza di fatti concludenti, il governo italiano solleverà la questione in modo sempre più energico».

Rossi Nella riposta del governo, dice il senatore Gianluca Rossi, «non c’è rassicurazione sui tempi e sulle prospettive della vendita di Ast e questo non solleva dalle legittime preoccupazioni fin qui manifestate. Relativamente agli impegni che il governo dichiara di assumersi, permane anche qui un senso di genericità che non conforta. Da ultimo, il governo fa genericamente menzione al piano industriale: poiché nessuno ha ancora avuto modo di vederlo, sarebbe importante essere rassicurati anche su questo punto».

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