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martedì 15 giugno - Aggiornato alle 21:14

Terni, Asm in vendita e relazioni sindacali compromesse: «Mai così in basso»

Cgil, Cisl e Uil: «Rapporti sociali sgretolati», cirtica anche Ugl. M5s: «Latini svende il servizio pubblico, ciò che il Pd non ha osato fare diventa realtà con la Lega».

Asm Terni, tramite una procedura di evidenza pubblica cerca un solido partner industriale, la società partecipata del Comune di Terni vende quote e i sospetti delle opposizioni a Palazzo Spada diventano realtà. Ma c’è di più: i sindacati denunciano di essere stati avvisati a cose fatte con una telefonata: «Latini svende il servizio pubblico locale. Ciò che il Pd non ha osato fare, si verifica con la Lega». Questo il commento del Movimento cinque stelle.

Politica «Come le cavallette che coprono la terra così tanto che non si può più vedere il suolo. Ecco cosa si sta rivelando la Lega a Terni. Una piaga che spazza via tutto ciò che è rimasto dalla grandine delle passate amministrazioni Le cavallette leghiste oggi divorano ogni albero che germoglia nella campagna ternana e riempiono le case dei ternani. Dopo la privatizzazione del Sii, con le tariffe dell’acqua arrivate alle stelle e tra le più alte in Italia, adesso tocca all’A. Singolare che proprio la vendita del Sii doveva servire per salvare l’Asm. Adesso ci chiediamo la vendita di Asm cosa dovrebbe salvare. La multiservizi partecipata del Comune cerca partner industriali tramite un avviso pubblico finalizzato a individuare un operatore economico. Dopo l’acqua e i servizi ospedalieri, la Lega a Terni continua il processo di privatizzazione dei servizi pubblici. Non ci stupiremmo se domani cominciassero anche a privatizzare l’aria che respiriamo. Il tutto dopo aver ripetutamente negato la volontà di vedere le quote Asm. Ecco quanto conta la parola del sindaco di Terni». Queste le parole del capogruppo Cinque stelle in Regione Thomas De Luca e dei consiglieri comunali pentastellati ternani. «Rinfrancato dalle pacche sulla spalla del leader del suo partito, venuto a Terni per parlare di “arresti e dissesti” dimenticandosi delle assoluzioni in formula piena della precedente amministrazione ternana e del maxi buco di bilancio lasciato invece a Montefalco dall’attuale presidente di Regione, espressione del suo partito – proseguono -. Se la precedente giunta comunale guidata da Di Girolamo avesse osato fare la metà di ciò che adesso sta facendo la giunta Latini, il Comune non sarebbe finito in dissesto finanziario. Di fatto, dopo la solita litania di Salvini, oggi il sindaco Latini suona il requiem di Terni.È la fine del servizio pubblico locale, chissà se dopo questa le cavallette leghiste saranno sazie. Oppure penseranno a un’altra svendita».

I sindacati Ma stavolta in questa vicenda c’è molto di più dei riti politici, c’è l’amarezza delle parti sociali: «Mai così in basso le relazioni in questa città. Ci sono occasioni che, come organizzazioni sindacali, siamo costretti ad affermare con dispiacere di avere ragione perché da sempre cerchiamo di essere vicino ai lavoratori e alle lavoratrici e soprattutto alla Comunità in cui le stesse operano». A parlare sono Cgil, Cisl e Uil: «avevamo ragione quando in questi ultimi mesi abbiamo denunciato a più riprese la mancanza di relazioni con il sindaco del Comune di Terni ma più in generale con l’approccio complessivo di questa amministrazione. Cgil, Cisl e Uil avevano ragione quando in questi ultimi mesi hanno denunciato a più riprese la mancanza di relazioni con il presidente dell’Asm, perfetto sconosciuto; quando nell’unico incontro tenuto con l’assessore alle Partecipate del Comune di Terni a Palazzo Spada, avevano paventato il rischio che poi, purtroppo, si è
verificato in queste ore. Senza entrare nel merito della vicenda, che verrà comunque fatto con le categorie interessate prossimamente, non è possibile venire a conoscenza dell’avviso di procedura di evidenza pubblica per l’individuazione in Asm, di un operatore economico per il rafforzamento e l’estensione di sviluppo, attraverso mezzi stampa. Questione tra l’altro successivamente confermata tramite una
telefonata da responsabili Asm. Riteniamo vergognoso il metodo delle Relazioni Sindacali in questa città. Metodo che come organizzazioni sindacali non condividiamo perché rischia di far sgretolare giorno dopo giorno i rapporti sociali con conseguenti ricadute negative sul territorio. Comprendiamo gli impegni istituzionali e le attenzioni del sindaco verso altri soggetti ma riteniamo grave che il primo cittadino non abbia come priorità il coinvolgimento, la partecipazione e la condivisione con le parti sociali di scelte fondamentali per il futuro dell’intera comunità». «Purtroppo la pandemia – scrive la segreteria territoriale Ugl, tramite il segretario Daniele Francescangeli – non ha permesso un confronto con i lavoratori, ma su questioni così importanti Asm ha l’obbligo almeno di informare i rappresentanti sindacali con un confronto serio e costruttivo. Come segreteria territoriale Ugl, esprimendo pieno e totale sostegno al nostro responsabile sindacale aziendale, condividiamo con lui totalmente le criticità di un confronto sindacale quasi assente. In particolare chiediamo: impegni precisi e risposte su ciò che accadrà con il nuovo socio azionario; se ci sarà una nuovo piano industriale; quali sarò la strategia occupazionale? Se ci saranno garanzie sugli investimenti e maggiore sicurezza. A nostro avviso occorrerebbe in questa fase un atteggiamento caratterizzato dal dialogo e dalla capacità di trovare insieme soluzioni per far fronte alle problematiche presenti. Riteniamo che il tempo delle disponibilità verbali sia per questi atteggiamenti finito. Infine, richiediamo un incontro celere ad Asm e in quella sede chiederemo impegni precisi ai soggetti presenti evitando rinvii e ulteriori dilazioni di tempi che sarebbero, per parte nostra, inspiegabili, dannose e forse insostenibili».

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