La sede di Teleunit a Sant'Andrea delle Fratte

di Daniele Bovi

Tra assemblee con i lavoratori e summit tra sindacati e OkCom, la società di telecomunicazioni che sarà, molto probabilmente, il prossimo partner di Teleunit, nella sede dell’azienda perugina di Sant’Andrea delle Fratte è stata una giornata di passione. Giornata dalla quale al momento emergono due sole certezze: la fumosità del piano industriale e la volontà di OkCom, come temevano sindacati e lavoratori, di procedere ad ulteriori 30-35 esuberi tramite la cassa integrazione. Scaricando così i costi della riorganizzazione e dell’accordo commerciale sulle spalle dei lavoratori e della collettività.

I sindacati: è un ricatto Certezze a riguardo del piano industriale, come detto, ai sindacati non sono state prospettate. Nella giornata di ieri si era parlato di un trasferimento d’azienda, di un affitto integrale, mentre mercoledì pomeriggio è emerso che si tratterebbe, il condizionale è d’obbligo, solamente di un affitto di un ramo d’azienda. OkCom però, ed è questo che fa parlare ai sindacati di un vero e proprio «ricatto», vuole che i lavoratori diano pieno mandato ai sindacati di chiudere l’accordo, pena il nulla di fatto sull’accordo commerciale con tutto ciò che comporterebbe.

Il referendum Giovedì mattina, dalle 9 alle 12, ci sarà un referendum che pone i 67 lavoratori rimasti (alla fine di agosto furono messe in cassa integrazione 20 persone) di fronte a due strade: dare un pieno mandato ai sindacati per chiudere l’accordo oppure l’apertura di un tavolo delle trattative con azienda e istituzioni. In più i sindacati, come spiegano i loro rappresentanti, proveranno a far leva sul mancato rispetto da parte di Teleunit e OkCom dell’articolo 2112 del Codice civile, che impone che in caso di trasferimento d’azienda l’alienante e l’acquirente devono darne comunicazione per iscritto, almeno venticinque giorni prima, alle rispettive rappresentanze sindacali costituite. Comunicazioni che, secondo i sindacati, non sarebbero state effettuate.

Il rischio per le donne A suscitare poi ulteriore preoccupazione tra sindacati e lavoratori è il fatto che OkCom vorrebbe procedere ad una selezione del personale da assumere, con il rischio che vengano messe all’angolo, ad esempio, le sette donne o incinte o in maternità. Giovedì la parola ai lavoratori.

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