
di Daniele Bovi
Dopo giornate di trattative intense e tensioni è stato siglato nella mattinata di venerdì l’accordo tra sindacati, lavoratori, Teleunit e OkCom, l’azienda di telecomunicazioni con sede a Roma che ha affittato uno dei rami d’azienda sella società perugina. L’accordo mette in salvo 44 lavoratori, undici in più rispetto a quelli preventivabili fino a mercoledì. Le perplessità dei sindacati e dei dipendenti ora si concentrano sul piano industriale di OkCom, del quale in questi giorni non s’è vista traccia.
I nuovi contratti L’accordo dunque, come detto, prevede la riassunzione di 44 lavoratori, perlopiù giovani e specializzati, a tempo indeterminato e con gli stessi livelli di anzianità, mentre tra quelle di agosto e quelle attivate ora saranno in 12 ad usufruire delle misure straordinarie. In dieci, invece, resteranno con Teleunit. Una novità importante che riguarderà i 44 dipendenti di OkCom sta nella volontà della società romana di passare, entro due mesi, al tipo di contratto del settore telecomunicazioni. Fino a ora infatti i lavoratori di Teleunit erano inquadrati con il contratto del terziario, che non prevede ad esempio cassa integrazione, se non quella in deroga. Per quanto riguarda i cassintegrati invece le misure straordinarie di sostegno al reddito sono previste fino alla fine di giugno, con la possibilità, fatte salve le decisioni della Regione, di rinnovo fino a dicembre e oltre.
Il referendum Nella giornata di giovedì invece all’interno dello stabilimento perugino di Sant’Andrea delle Fratte i lavoratori, tramite un referendum, avevano deciso di dare mandato ai sindacati di chiudere un accordo basato su cassa integrazione e un bonus di quattro mensilità. Venerdì invece, al tavolo negoziale, arriva il parziale ripensamento di OkCom.
Il piano industriale Le perplessità però, come detto, riguardano il piano industriale della società romana che ha affittato uno dei rami d’azienda di Teleunit. Quali sono, si chiedono lavoratori e sindacalisti, i piani e gli investimenti che la società vuole fare? Allo scopo di conoscere la risposta dalla viva voce dell’azienda Cisl e Cgil hanno chiesto di incontrare OkCom la prossima settimana. Tra gli altri cassintegrati di agosto invece serpeggia ora una domanda: se all’epoca non si fosse fatto quel passo, ora le cose anche per questi venti sarebbero state diverse?

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