Sulla tassa di soggiorno battaglia Comune-albergatori

di Daniele Bovi
Twitter @DanieleBovi

«Inconcepibile strabismo», «scelta scellerata» e una domanda: «L’assessorato al Turismo che ci sta a fare?». E’ durissimo l’attacco che Confesercenti, Confcommercio e Federalberghi lanciano nei confronti del Comune di Perugia che nei giorni scorsi ha dato ufficialmente il via libera alla tassa di soggiorno. All’indomani di un incontro tra il sindaco Wladimiro Boccali, l’assessore al Bilancio Livia Mercati e le associazioni, queste ultime parlano di «inconcepibile strabismo: da una parte – scrivono – il Comune si dice disponibile ad aprire un tavolo della crisi, implicitamente riconoscendo i gravissimi problemi del comparto, dall’altra sceglie di perseverare nella politica dei balzelli alle imprese e ai cittadini – in questo caso, essendo turisti, non elettori – confermando la scelta scellerata di imporre l’imposta di soggiorno a quanti, sempre di meno, sceglieranno il capoluogo per le loro vacanze».

La protesta Al centro del tavolo però anche «l’eccessiva pressione fiscale locale» tra Imu, imposta sulla pubblicità e Tares, la nuova tassa sui rifiuti che «rischia di dare il colpo di grazia alle imprese, ad esempio quelle ricettive, che hanno bisogno di grandi superfici per svolgere la propria attività, senza che questo si traduca in una proporzionale maggiore produzione di rifiuti». Albergatori e negozianti dipingono poi uno scenario fosco fatto di perdita di quelle fette di turismo come meeting e piccoli bus operator «che non possono farsi mangiare i margini dalla tassa di soggiorno»; comitive che potrebbero scegliere quei comuni umbri (come Assisi, Terni e Foligno) dove la tassa non viene applicata. «Ci saremmo aspettati – dicono ancora – un comportamento più responsabile da parte dell’amministrazione comunale di Perugia, tra l’altro Comune capoluogo e quindi con un ruolo ancora più importante nei confronti degli altri, e non le inutili rassicurazioni sulla destinazione degli ipotetici introiti». Da ultimo, oltre alla richiesta di «una vera spending review» l’attacco ad un assessorato considerato silente: «Se non ha voce in capitolo – si chiedono – che ci sta a fare?».

Il Comune si difende e attacca Dopo qualche ora anche l’amministrazione comunale prende carta e penna, difendendosi e punzecchiando i commercianti. Da una parte palazzo dei Priori parla di un «investimento sulla città nell’interesse degli stessi albergatori», visto che la tassa «andrà a finanziare beni culturali, ambientali e servizi pubblici». In più il Comune spiega di avere ascoltato le preoccupazioni riducendo l’importo minimo da un euro a cinquanta centesimi. Di più però, «dopo due anni di tagli che mettono a rischio i servizi essenziali», non si può fare. Rinviarne ancora l’applicazione, come fatto per tutto il 2012, era impossibile secondo palazzo dei Priori. In fondo, dopo aver osservato che in quelle città dove non è stata applicata si è comunque inciso con altri meccanismi come i pedaggi per i bus, arriva la stoccata con l’amministrazione che ricorda come, nonostante le ristrettezze, «l’offerta culturale legata ai grandi eventi è rimasta invariata ed anzi, se possibile, è cresciuta». Offerta della quale hanno beneficiato in massima parte proprio albergatori e commercianti. Benefici che non hanno corrisposto «ad adeguate forme di sostegno finanziario». Insomma, il Comune sembra dire di aver fatto la sua parte per quanto possibile, non altrettanto commercianti e albergatori.

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