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mercoledì 16 giugno - Aggiornato alle 00:04

‘Sustainable valley Terni’ da oltre 100 milioni, Fioroni: «Per Treofan serve advisor»

Confronto Regione-Mise per nuovo accordo su crisi complessa, proposto rilancio del polo chimico con impatto sull’agricoltura

Una vista del polo chimico

di M. R.

Prevede investimenti per 105 milioni di euro il progetto ‘Sustainable valley’ che l’assessore regionale Michele Fioroni ha proposto alla viceministro dello Sviluppo economico Alessandra Todde per la trasformazione total green del polo chimico di Terni, un modello all’interno del quale collaborino enti pubblici e privati. In particolare sarebbero allo studio del Mise gli strumenti finanziari adottabili in una strategia del sistema Paese «che non solo si ritrova nel Pnrr – spiega Fioroni a Umbria24 – ma che è anche alla base dell’aggiornamento dell’accordo di programma per area di crisi complessa».

Jindal Delicata la questione se declinata nell’ambito della reindustrializzazione Treofan; processo per il quale c’è un percorso già avviato e un accordo sindacale sottoscritto da mesi, una cassa integrazione straordinaria per i circa 140 dipendenti coinvolti e un commissario liquidatore che gestisce la partita e dal quale si attende la nomina dell’advisor. A sentire Fioroni sull’argomento, nulla è cambiato in tal senso: «Treofan deve rientrare a pieno titolo in questo progetto, ma è ovvio che l’interlocuzione istituzionale deve passare e per il liquidatore Varazi e per il consulente che verrà nominato».

Treofan La domanda allora, visto che i dipendenti attendono di vedere la luce in fondo al tunnel, è se , quando si parla di strumenti ministeriali, si fa riferimento a nuovi ammortizzatori sociali per gestire un prolungamento dei tempi: «Tutt’altro – ammonisce Fioroni -. In questa strategia contiamo di velocizzare il processo ed è fondamentale che questa progettualità sia condivisa col Mise, si crede fortemente nel rilancio di quel polo chimico, per storia passata e potenzialità ancora inespresse. Il progetto (del quale per ora la Regione non intende fornire ulteriori dettagli tecnici Ndr) è ad alto impatto anche sull’agricoltura e incrocia una storica visione di Coldiretti sul recupero di terreni marginali a bassa redditività come produttori intermedi». Per il sito che produceva film di polipropilene e che Jindal ha inteso dismettere, resta centrale la nomina dell’advisor non ancora avvenuta, almeno non ufficialmente: «L’interlocuzione sarà fondamentale, sarà effettuata anche una valutazione sull’utilizzabilità degli impianti» dice Fioroni, toccando una questione che in fase di accordo si è rivelata spinosa.

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