di C.F.
Si stringe sulla delocalizzazione dei negozi di Norcia. Doppio summit giovedì al Centro operativo comunale (Coc) dove si è fatto il punto sia sul villaggio che Perugina-Nestlé, in collaborazione con Regione e ministero per le Politiche agricole, si è resa disponibile a realizzare a Castelluccio nell’area ai piedi del borgo raso al suolo dal sisma, sia sulle due aree del capoluogo individuate da Comune e Protezione civile regionale per allestire dei poli commerciali prefabbricati. Ma andiamo con ordine.
Villaggio della Perugina a Castelluccio In mattinata gli operatori del borgo ai piedi del Vettore raso al suolo dal sisma hanno incontrato i rappresentanti istituzionali, tra questi il sindaco Nicola Alemanno e il vicepresidente della Regione, Fabio Paparelli. Qui è stato spiegato a commercianti e agricoltori con punti per la vendita diretta che possono scegliere se delocalizzare l’impresa nella pertinenza della sede aziendale oppure richiedere uno spazio all’interno del villaggio che Perugina-Nestlé è pronta a finanziare per far rialzare la testa a Castelluccio. La quadra sull’operazione dovrà essere trovata a stretto giro anche per permettere agli architetti di definire la soluzione progettuale più idonea, inevitabilmente legata al numero di operatori che sceglieranno di richiedere uno spazio nel polo commerciale della multinazionale. Dettagli sulla struttura che sarà montata ancora non ne filtrano, ma giovedì si è discusso intorno all’ipotesi di una galleria commerciale anche se in diversi hanno evidenziato come metrature coperte, pur riparando dal freddo pungente anche a giugno, non permetterebbe ai primi turisti post sisma di godere della bellezza paesaggistica della zona. Durante il confronto con gli operatori alcuni hanno anche evidenziato come il terreno adiacente alla strada che sale al borgo sia soggetto a forti raffiche di vento e per questo si renderebbe necessarie una serie di protezione. L’incontro si è poi concluso con l’impegno di presentare a stretto giro una bozza progettuale. Da chiarire anche i tempi di realizzazione del villaggio commerciale legati a doppio filo agli interventi di ripristino della strada provinciale 477 di collegamento tra Norcia e il Pian Grande.
Delocalizzazione negozi di Norcia Nel pomeriggio, invece, al Coc si sono accomodati i commercianti di Norcia. A loro il capo della Protezione civile regionale, Alfiero Moretti, ha illustrato le ipotesi al vaglio per la delocalizzazione delle imprese. In particolare sono state individuate due aree una a ridosso di Porta Ascolana destinata alle attività a maggiore vocazione turistica, come le norcinerie; e l’altra nella zona industriale. In particolare appena fuori dal centro storico si conta di allestire una cinquantina di prefabbricati tra via della Stazione e limitrofe, al vaglio di quali materiali, da circa 25-30 metri quadrati ciascuno con acqua e luce ma sprovvisti di servizi igienici, che saranno comunque attrezzati nelle immediate vicinanze. Moretti per rendere l’idea della soluzione progettuale ha parlato di un «mercatino con un percorso coperto». Tutti gli altri negozi, dalle lavanderie fino ai fiorai, verrebbero invece trasferiti in un terreno vicino ai due campi da 63 e 90 casette dove si prevede di collocare anche gli studi professionali. Nei campi casette, ha spiegato il sindaco Nicola Alemanno, sarebbero anche previsti alcuni spazi dedicati alle attività commerciali. L’obiettivo è di realizzare le aree entro aprile.
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