L'assessore regionale De Rebotti alla scuola di Arti e mestieri Bufalini

Su 158 persone che hanno concluso da tempo sufficiente i corsi alla scuola di Arti e mestieri Bufanili, destinati alla ricerca di un impiego, 111 hanno trovato un’occupazione, con un tasso di attivazione del 70,3 per cento. Le cifre, presentate questa mattina alla presenza dell’assessore regionale allo sviluppo economico e politiche del lavoro Francesco De Rebotti, confermano la Bufalini come uno dei poli formativi più dinamici dell’Altotevere.

Il programma Gol, riforma collegata al Pnrr pensata per sostenere chi affronta una transizione occupazionale, prevede percorsi personalizzati che tengono insieme le esigenze del mercato del lavoro e i bisogni delle persone. È rivolto in particolare a giovani, donne, over 55, disoccupati di lungo periodo e beneficiari di sostegni al reddito. In questo quadro la Bufalini ha messo in campo un piano formativo ampio, con oltre 18.700 ore di lezione distribuite in 62 edizioni di corsi, frequentati da più di 410 iscritti.

Alcune specializzazioni hanno mostrato una capacità particolarmente elevata di generare assunzioni. Il corso per addetto saldatore qualificato ha raggiunto l’84,2 per cento di attivazioni, con 80 inserimenti su 95 casi analizzati. Buoni gli esiti anche per addetto alla cucina e aiuto cuoco, con il 55,6 per cento di attivazioni, mentre le competenze digitali e la preparazione alla certificazione Ecdl hanno registrato rispettivamente il 50 e il 47,8 per cento di inserimenti. Un elemento strutturale riguarda la composizione delle classi: oltre il 75 per cento degli iscritti proviene da Paesi extraeuropei, in larga parte Bangladesh, Marocco, Burkina Faso, Mali, Senegal, Costa d’Avorio, Nigeria e Ucraina. La formazione professionale diventa così anche uno strumento di integrazione che trasforma competenze informali in qualificazioni spendibili nel tessuto produttivo locale.

Nel corso della presentazione il presidente della Bufalini, Giovanni Granci, ha ricordato che «l’alleanza tra Regione, Centri per l’impiego, enti di formazione e imprese produce risultati tangibili per la comunità» e ha definito l’investimento in percorsi costruiti insieme alle aziende «una leva straordinaria per lo sviluppo». Il direttore Marco Menichetti ha sottolineato che «contribuire a scrivere storie di successo professionale e di riscatto sociale è la più grande soddisfazione e la conferma della nostra missione».

L’assessore De Rebotti ha parlato di un modello da esportare nel resto dell’Umbria. Ha detto che «la Scuola di Arti e Mestieri Bufalini è un presidio fondamentale, un luogo dove la formazione non resta teoria ma diventa lavoro, integrazione e crescita per l’intero territorio». Ha aggiunto che «il tasso di attivazione superiore al 70 per cento dimostra che quando la formazione è costruita insieme al tessuto produttivo, con standard elevati, l’investimento pubblico genera un impatto vero e immediato». Per De Rebotti il valore sociale dei percorsi è un altro elemento centrale: «Classi multiculturali, competenze che si aggiornano, storie personali che trovano nuove opportunità mostrano che la formazione può essere uno strumento di inclusione e coesione».

All’iniziativa hanno partecipato amministratori locali, rappresentanti del mondo imprenditoriale, associativo e sindacale. I sindaci di Città di Castello e San Giustino, Luca Secondi e Stefano Veschi, hanno definito quella della Bufalini una rete virtuosa fra formazione e lavoro costruita nel tempo, ricordando che «gli indici di attivazione superiori al settanta per cento indicano un primo straordinario risultato e mostrano che la capacità di fare rete fra pubblico e privato paga e consente di guardare al futuro con ottimismo». La giornata si è aperta con la visita al Centro per l’impiego di Città di Castello, sede comprensoriale di Arpal Umbria, alla presenza dei responsabili dei servizi territoriali.

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